Le aziende panarie siciliane sempre più in crisi: si indebitano e rischiano di scomparire

La crisi delle aziende panarie in Sicilia, sono molte le imprese che si indebitano e che rischiano di dover corrispondere alle banche tassi quasi da usura. Il presidente regionale Assipan Normanno: “Andremo a Roma per chiedere risposte al governo

PALERMO – Con il persistere della crisi e l’acuirsi delle condizioni debitorie delle aziende di panificazione, artigiane e commerciali nella loro globalità, determinate principalmente dal diminuito potere di spesa dei consumatori e, di conseguenza, di una sempre meno circolazione di moneta contante, le aziende panarie sono in continua sofferenza economica. La problematica è stata esaminata con dovizia di particolari nel corso dell’ultima Giunta nazionale di Assipan – Confcommercio Imprese per l’Italia, della quale è componente il presidente regionale di Assipan Sicilia, Salvatore Normanno. “Analizzando le circostanze – sottolinea Normanno – è emersa una problematica abbastanza importante per le imprese: i rapporti bancari che utilizzano la scopertura di conto corrente, già fortemente dannosa per le aziende panarie e, in generale, per tutti gli utenti bancari. Utilizzare la scopertura di conto corrente bancario in maniera poco attenta può far incorrere l’azienda nel protesto (per mancanza di fondi o per valuta). Il soggetto interessato che viene debitamente preavvisato dell’inizio della procedura con il cosiddetto “preavviso di revoca”,  ha 60 giorni di tempo per pagare.  Il pagamento, detto “tardivo”, comprende gli interessi legali, alcune spese (di protesto e di gestione), nonché una penale pari al 10% dell’importo dell’assegno”. La legge 386/90, modificata dal decreto legislativo 507/99 ha trasformato l’emissione di assegni irregolari da reato in illecito amministrativo, stabilendone le penali e le sanzioni, in particolare l’art. 3 della legge presenta profili di illegittimità ed iniquità. “La penale del 10% – dice ancora Normanno – concorre ad allargare il fenomeno dell’ usura. Penalizzare così fortemente l’imprenditore significa distruggere migliaia di attività già in difficoltà per il momento storico del Paese”. Ecco perché una delegazione di Assipan – Confcommercio Imprese per l’Italia, composta dal presidente nazionale Claudio Conti, dal presidente regionale di Assipan Sicilia, Salvatore Normanno, e dai segretari nazionale e regionale, rispettivamente, Massimiliano Meola e Giovanni Arangio Mazza, sarà ricevuta a Palazzo Madama dal senatore Enrico Buemi, membro della Seconda commissione permanente (Giustizia). “Al senatore Buemi – spiega Normanno – saranno esposte le problematiche che scaturiscono dall’applicazione della penale del 10% sui protesti bancari e, contestualmente, gli sarà consegnata una proposta di emendamento per l’abrogazione dell’art. 3 della legge 386 del 15.12.1990. Inoltre, nel corso dell’incontro, saranno evidenziate le problematiche legate al lavoro del panificatore, affinché esso rientri fra le attività lavorative menzionate all’articolo 2 del decreto 19 maggio 1999 del ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale. Chiederemo, pertanto, al senatore Buemi di farsene promotore presso il Governo”.

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