Manenti: “No alla tassa di soggiorno a Pozzallo”

Il presidente della sezione Ascom di Pozzallo, Gianluca Manenti, interviene nel dibattito riguardante l’ipotesi di creare la tassa di soggiorno in città. “Per il settore turistico, in questa fase – dice Manenti – si tratterebbe solo ed esclusivamente di una nuova imposizione fiscale, un balzello da porre a carico di tutti coloro che in futuro decideranno di pernottare presso le nostre strutture ricettive. E vi spiego perché. Il fine di questa nuova tassa è il miglioramento dei servizi turistici, ma la realtà è cosa ben diversa dalla teoria. In primo luogo il settore del turismo a Pozzallo è in crisi, sia per la grave congiuntura economica, sia per la “brand reputation” di questi ultimi 2 anni. Pozzallo non è ancora in grado di competere alla pari con le altre destinazioni, non solo internazionali, ma anche interne al mercato siciliano di destinazione. Nonostante gli sforzi dei singoli operatori turistici locali, ci confrontiamo con problemi estremamente seri”.

Quali? Manenti elenca le varie difficoltà riscontrate. “Sono soltanto – aggiunge – alcuni esempi. Ma che rendono bene l’idea di quello che stiamo dicendo. Parliamo di: trasporti (costi e tempi di percorrenza), accessibilità ai luoghi turistici e culturali (torre Cabrera sempre chiusa, segnaletica, personale, lingua, informazioni), promozione del brand Pozzallo (pubblicità in aeroporti, grandi eventi), attività sui social network (presenze su Fb, condivisioni, Instagram, blogger), grandi eventi ed attrazioni (qualità e programmazione), servizi di accoglienza (al momento rivolti solo ai migranti, infopoint, pulizia). Proprio per rendere competitiva la destinazione Pozzallo, molti operatori di strutture ricettive hanno abbassato le tariffe. Nel mese di luglio di questo anno risultano essere diverse centinaia le presenze in meno nelle strutture ricettive ed il riempimento medio dei posti-letto su base annua è fermo a circa il 26%. Quindi, quasi 3 posti su 4 disponibili rimangono vuoti tutto l’anno. Ma chi sta ragionando di imporre questa tassa ha pensato che colpirà il settore che dovrebbe condurre verso lo sviluppo Pozzallo? La politica che decide sulle sorti della città si rende conto che dovrebbe incoraggiare gli operatori del turismo locale, limitarne i costi di gestione facilitando l’accesso ai servizi, abbattere le tasse per chi investe in turismo e nelle attività culturali, sentire tutte le loro doglianze e garantire i servizi essenziali? Dove sta la logica del buon governo nell’amministrare nell’interesse dei cittadini per garantire un equilibrato sviluppo economico-sociale della città? Il problema che agita l’Amministrazione comunale di Pozzallo è quello di far quadrare il Bilancio sanando eventuali falle che possono esporre i componenti della Giunta a doverne rispondere davanti alla magistratura contabile, ma il metodo e la sostanza della loro azione non possono essere condivisi”.

“In primo luogo – sostiene ancora il presidente della sezione Ascom – la tassa è una tassa di scopo, destinata a coprire spese destinate a servizi turistici e poi altri servizi aggiuntivi. Ora è noto che il Comune non ha investito sui servizi turistici necessari, importanti, prioritari, di interesse nel settore e richiesti in mille modi diversi dagli operatori. Non ha investito prima e non penso che avrà intenzione di investire in seguito. Un esempio su tutti è la torre Cabrera. E non aggiungo altro. Con quale autorevolezza, lasciando stare l’autorità, si può immaginare di chiedere ulteriori sacrifici alla filiera turistica? Non c’è stato alcun miglioramento per la fruizione turistica (sistemazione delle strade, segnaletica, servizi pubblici urbani, infopoint turistici, ecc.). E per cosa si devono utilizzare questi fondi? Per una sagra del Pesce dell’ultimo minuto che, per la pessima programmazione, gli stessi operatori, in questi ultimi anni, si domandano a cosa serva? Per altre spese, come gli spettacoli estivi e natalizi, che pure risultano privi di una necessaria programmazione senza alcun ritorno nel settore turistico? La gestazione di questa nuova tassa è come nascondersi dietro un dito. E’ chiaro a tutti che serve per il piano di riequilibrio e non certo per investire in servizi al turismo. Tutto ciò puzza di illegittimità manifesta, di sviamento dalla causa tipica normativa e di abuso della discrezionalità propria della Pubblica amministrazione. La norma che introduce la tassa di soggiorno prevede un uso assolutamente mirato al miglioramento dei servizi turistici. Un esempio spicciolo: se devo costruire una casa non posso utilizzare i miei risparmi per realizzare un giardino, perché sarà pure molto bello ma non ho ancora la casa che era e rimarrà il mio obiettivo non raggiunto. Quindi prima di pensare di imporre una nuova tassa, occorrerà valutare quali sono i servizi da predisporre e quali i costi aggiuntivi”.

 

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