Manovra, Uncem: “Sugli enti locali invertire la drammatica rotta seguita finora”

Manovra, Uncem: “Sugli enti locali invertire la drammatica rotta seguita finora. Troppe scelte contrarie a democrazia, partecipazione, investimenti, servizi nei comuni”

TORINO – Senza un’inversione di rotta, lo Stato rischia di essere in un crescente conflitto con gli Enti locali, Comuni in particolare, minando democrazia, partecipazione, ma anche investimenti e servizi. È quanto Uncem ha denunciato nel Consiglio della Delegazione piemontese riunito a Torino. L’assemblea di Amministratori delle Terre Alte ha evidenziato una serie di forti criticità non solo legate ai continui tagli di trasferimenti, ma anche a una serie di norme “molto dannose” che in queste ore sono state messe nero su bianco in particolare nella “manovra” con il ddl in fase di esame in Commissione prima di approdare nelle due Aule parlamentari.

“Ci preoccupa – afferma la vicepresidente Paola Vercellotti – il non aver corretto la norma che dal 2016 prevede il blocco dell’avanzo di amministrazione per effetto del pareggio di bilancio che impedisce ai Comuni montani piemontesi di usare complessivamente almeno 100 milioni di euro per investimenti e servizi. Avevamo chiesto, per l’ennesima volta, ai Parlamentari di intervenire, ma finora nessuna traccia”. L’altra questione complessa e pericolosa, secondo Uncem, è quella relativa alla norma che impedisce ai professionisti che lavorano con la pubblica amministrazione, e che sono Sindaci o Consiglieri comunali, di percepire compenso per l’attività professionale.

“Questi – aggiunge il presidente Uncem Lido Riba – sono solo gli ultimi due inopportuni e dannosi provvedimenti che vengono presi senza ascoltare gli Enti e i soggetti come Uncem che ne hanno la rappresentanza. Registriamo anche eccessivo ritardo nell’approvazione della legge su piccoli Comuni e montagna e abbiamo preso atto con grande sconcerto delle sanzioni arrivate ai Comuni che non avevano trasmesso a Istat i dati sui permessi di costruzione. Ora faranno ricorso. Ma così non va”. Il rischio è che si dilati la distanza tra Stato centrale ed Enti territoriali. “Le conseguenze di questa divaricazione sono molte. Come la perdita di democrazia – commenta Riba – Basta guardare quanto succede ad Elva, Comune che va al voto l’11 giugno senza candidati. Faccio appello ai Parlamentari piemontesi, al Ministro Costa, ai viceministri Morando e Olivero, ai sottosegretari di Governo, affinché usino questi mesi finali della legislatura per costruire percorsi virtuosi con i Comuni. Uncem conferma il suo impegno e rinnova la collaborazione con proposte operative a vantaggio delle comunità e delle aree montane”.

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