Pensioni. Cgil: “Flessibilità in legge di stabilità, per esodati risorse ci sono già”

Lamonica: “Non si confondano le acque con la propaganda”

Roma, 17 settembre – “Non si confondano le acque con la propaganda: per le questioni esodati e opzione donna le risorse ci sono già, non hanno nulla a che fare con la legge di stabilità, che dovrà affrontare il tema pensioni introducendo la flessibilità”. Così la segretaria confederale della Cgil Vera Lamonica.
“La legge di stabilità deve affrontare il tema pensioni – sostiene Lamonica – perché la flessibilità, cioè l’abbassamento dell’età pensionabile, e il riconoscimento dei 41 anni per i lavoratori precoci sono indispensabili, come ormai nell’opinione di tutti, sia per rispondere al tema della gravosità del lavoro che per favorire l’occupazione dei giovani”. “Il governo stesso – sottolinea la segretaria confederale della Cgil – a più riprese ha riconosciuto questa esigenza, ma ora fa marcia indietro e pone il problema di un intervento a  costo zero, che, naturalmente, non è possibile: significherebbe un taglio insopportabile alla consistenza delle pensioni, nella maggior parte dei casi già basse”.
“Non si confondano le acque con la propaganda”, chiede la dirigente sindacale. “Le questioni esodati e opzione donna – spiega – non hanno nulla a che fare con la legge di stabilità, perché le risorse ci sono già e, se non sottratte per altri fini, consentono la chiusura di una vicenda aperta ormai da troppo tempo”. “Per questo insistiamo per avere risposte sul Fondo esodati, che va ripristinato per intero, e – aggiunge – chiediamo che si proceda speditamente alla settima salvaguardia, che deve chiudere la questione  risolvendo anche problemi annosi quali quota 96, macchinisti e molto altro. E per questo – conclude Lamonica – torneremo in piazza”.

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