Polemica numeri turismo provincia Ragusa: Confcommercio e Federalberghi replicano al CCN Antica Ibla

Confcommercio e Federalberghi replicano al Ccn Antica Ibla: “Le analisi sono necessarie anche se le cifre sono incontestabili. Siamo disponibili al confronto per la crescita del territorio”

RAGUSA (RG) – “Caldi o freddi, i numeri sono numeri. E da questi non si può prescindere, pur facendo tutte le analisi che vogliamo. E tra l’altro questi numeri non li abbiamo diffusi noi ma un organismo terzo come l’Osservatorio regionale. Quindi, non comprendiamo sinceramente quali sono le perplessità del Ccn Antica Ibla. Che ci siano problemi, nessuno ha mai voluto negarlo. Abbiamo semplicemente messo in rilievo che, a differenza di quanto era stato sostenuto durante la scorsa stagione estiva, quando con molta sufficienza era stato affermato che il numero dei turisti risultava in calo, in realtà i numeri dicono altro e cioè che le presenze e gli arrivi risultano essere complessivamente in crescita”. Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, e il presidente Federalberghi Ragusa, Rosario Dibennardo, controreplicano alle affermazioni del direttivo del centro commerciale naturale. “Le analisi possiamo senz’altro farle – aggiungono Manenti e Dibennardo – e senz’altro, attraverso la concertazione, possiamo arrivare a definire quella programmazione che ci manca tanto e che dovrebbe essere la stella polare a cui tutti puntiamo per guardare in avanti con piena fiducia nelle nostre potenzialità. Tra le righe dell’intervento del Ccn si legge, invero, una certa sfiducia nella nostra azione, bollando addirittura come non condivisibile un atteggiamento che penalizzerebbe non si sa bene chi. In realtà, come Confcommercio e come Federalberghi abbiamo sempre cercato di creare occasioni di incontro e di condivisione. E, anzi, cogliamo questa occasione per ribadire anche agli amici del Ccn di entrare a fare parte di questi processi decisionali che non riguardano certo le nostre associazioni di categoria ma tutto il sistema produttivo del territorio. Noi abbiamo fiducia sul fatto che i ponti debbono servire a unire mentre è necessario abbattere i muri che dividono. Le analisi? Facciamole assieme se questo può servire a costruire qualcosa di meglio per il futuro. Ma da qui a ritenere che i dati siano parziali, quando abbiamo chiarito che facevano riferimento alla stagione conclusasi, quindi i primi nove mesi dell’anno, raffrontando il 2017 e il 2018, ce ne corre. Appena avremo altre rilevazioni faremo senz’altro il punto della situazione. Ma per il momento facciamo quadrato. Le criticità hanno ragione di essere evidenziate se servono a costruire qualcosa. Altrimenti rischiano di rimanere solo un vuoto esercizio retorico fine a se stesso”.

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