Ragusa. CNA: “Indispensabile il reintegro del fondo di rotazione della Crias”

Il presidente provinciale Cna Ragusa Santocono in campo: “Tutto ciò ha causato e rischia di causare il fallimento di centinaia di imprese. Dall’area iblea le iniziative per sensibilizzare la Regione”

RAGUSA, 29 DIC 2014 – Da circa due settimane Giuseppe Santocono è il nuovo presidente provinciale Cna Ragusa. E, pochi giorni dopo l’elezione, il suo “battesimo del fuoco” è avvenuto proprio con l’iniziativa regionale di protesta finalizzata a chiedere, fra l’altro, il reintegro del fondo di rotazione della Crias, “scippato” di ben 19 milioni di euro per coprire i buchi del bilancio della Regione. Si tratta di una problematica, quella del credito, molto cara alla Cna provinciale di Ragusa e a Santocono in particolare. “Gli effetti devastanti della crisi – sostiene il presidente Cna – hanno inevitabilmente portato le imprese ad aumentare la richiesta di credito, mentre (di converso) le banche hanno ridotto drasticamente i volumi di affidamento alle Pmi, in misura ancora maggiore in Sicilia. Persino la Banca d’Italia ha segnalato che l’aumento dei costi per la valutazione dei rischi di credito delle piccole imprese ha portato e porterà sempre più a limitare l’accesso al credito bancario delle Pmi. E anche ammesso che riescano ad ottenerlo, le imprese devono pagare tassi di interesse molto alti, spesso vicini all’usura. Sebbene abbiano ottenuto aiuti a buon mercato dalla Bce, le banche non riescono a farli defluire verso l’economia reale. A fronte di ciò, la Regione Sicilia avrebbe dovuto impedire l’impoverimento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per le imprese artigiane. Tutto ciò ha causato e rischia ancora di causare il fallimento di centinaia di imprese e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro”. Da sempre in Sicilia i fondi di rotazione per il credito agevolato, come quelli Crias, dotati di risorse per centinaia di milioni di euro, hanno avuto un peso determinante a favore di decine di migliaia di imprenditori dei diversi settori: artigianato, commercio, piccola industria, agricoltura, cooperazione. “Oggi i fondi Crias – aggiunge Santocono – rappresentano, assieme a quelli erogati tramite i consorzi fidi, uno dei pochi strumenti creditizi a disposizione del lavoro produttivo in Sicilia. Per questo la Regione dovrebbe sostenere, aumentandone la dotazione, i fondi di rotazione per far ripartire la produzione e quindi la crescita; invece se ne agevola la “rapina” a discapito dello sviluppo e della sopravvivenza delle stesse Pmi. Come Cna provinciale di Ragusa ci faremo promotori di una serie di iniziative che, coinvolgendo le altre realtà provinciali e tutta la rappresentanza politica del nostro territorio all’Ars, possano sollecitare il Governo regionale ad adottare le soluzioni necessarie per fare invertire questa tendenza. È fondamentale – conclude il presidente provinciale Cna Ragusa – ridare nuove speranze alle piccole e medie imprese anche dell’area iblea che stanno attraversando una fase molto difficile e che cercano in tutti i modi di sopravvivere senza che, però, siano forniti gli strumenti adeguati affinché ciò possa accadere”.

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