Ragusa, infrastrutture. Presidente provinciale CNA Santocono: “Dalla visita di Alfano ci aspettavamo molto di più e invece l’area iblea rischia di rimanere spaccata in due e con un versante completamente marginalizzato”

Ragusa, 8 ottobre 2015 – “Con molta sincerità, ci aspettavamo tanto di più dalla visita del ministro Alfano. Piuttosto che la firma di un protocollo sulla legalità, aspetto senz’altro nobilissimo ma già tutelato da tutte le leggi antimafia che indirizzano sui binari delle buone pratiche le attività degli imprenditori, avremmo apprezzato maggiormente qualche comunicazione sullo sblocco di procedure tuttora in essere relative, ad esempio, al completamento della Ragusa-Catania o allo stanziamento di fondi per la realizzazione di bretelle che consentano di agganciare una buona parte della nostra area provinciale, quella occidentale, alla rete autostradale. E, invece, niente”. Ad esprimersi in termini critici è il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Santocono, il quale sottolinea che, ancora una volta, la politica sembra procedere lungo una strada che non riesce affatto a venire incontro alle esigenze delle imprese, dei cittadini e, per dirla in una sola parola, del Paese reale. “Sia chiaro – continua Santocono – apprezziamo l’impegno del ministro Alfano sul fronte della legalità e soprattutto, così come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare, è fondamentale che i lavori per i lotti dell’autostrada da Rosolini a Modica possano essere completati nel più breve tempo possibile e senza infiltrazioni di nessun tipo. Ma oltre ai protocolli ricchi di tante buone intenzioni c’è la vita reale e noi guardiamo a questa. Abbiamo l’obbligo di sottolineare che l’autostrada si fermerà a Modica e l’area iblea si troverà spaccata in due (già nei fatti lo è con l’autostrada fino a Rosolini). Da un lato il versante orientale ben collegato con l’asse infrastrutturale siracusano-catanese (porto di Augusta , porto di Catania, interporto di Catania, aeroporto di Catania) e che avrà quindi più interesse a fare indirizzare le proprie attività turistiche e imprenditoriali verso quella zona; dall’altro lato il versante ragusano-ipparino rimane al palo, continuerà ad essere penalizzato. Infatti, pur essendoci la presenza in zona dell’area industriale ragusana, dell’aeroporto di Comiso (che continua a fare registrare numeri sempre più importanti), di un autoporto in fase di costruzione, e avviato verso l’ultimazione, e del più grande mercato di produzione ortofrutticola del Meridione, non potrà utilizzare assi viari all’altezza della situazione ma dovrà accontentarsi di una rete stradale borbonica. E’ evidente che i residenti della zona orientale sono già nei fatti più propensi, paradossalmente, a utilizzare l’aeroporto di Catania che non quello di Comiso che, in linea d’area, è più vicino ma che è servito da strade mulattiera. Non abbiamo più sentito parlare, ad esempio, della realizzazione della variante della Ss 115, nel tratto Vittoria-Comiso, un altro sogno nel cassetto che rischia di volatilizzarsi. Ecco perché, piuttosto che la firma di protocolli, ci aspettavamo molto di più dalla presenza di Alfano – ministro siciliano – per cercare di fare fuoriuscire dalla marginalizzazione in cui si trova relegata la nostra area provinciale. E, invece, niente di tutto questo. Solo un mero esercizio di stile, per carità sacrosanto, ma che rivela come, ancora una volta, i problemi di questo territorio  siano opportunamente ignorati”. “E poi – conclude Santocono – il fatto di avere in qualche modo rifuggito l’incontro con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, che avrebbero potuto rappresentare il quadro complessivo al ministro, testimonia di una volontà che è ben chiara a tutti e che muove questo Paese: evitare la realtà perché è scomoda. Peccato, pensavamo che la visita fosse un segnale positivo per la nostra zona. Se il segnale è questo non è certamente un buon segnale”.

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