Riforma della Costituzione: Chiamparino: “passi in avanti , ma serve anche la previsione di una legge bicamerale”. Preoccupazione per “Aree vaste”

Roma, 12 novembre 2014 – “Il progetto di Riforma della Carta costituzionale è stato seguito nel corso di questi mesi con vivo interesse dalle Regioni” e i  “cardini della riforma costituzionale con il superamento del bicameralismo perfetto e la trasformazione di uno dei due rami del parlamento in Camera rappresentativa delle Regioni e dei Comuni, così come la necessità di un diverso assetto delle competenze legislative statali e regionali rappresentano importanti passi in avanti, sono sostanzialmente condivisibili e riprendono posizioni che la Conferenza delle Regioni ha sostenuto nel corso degli ultimi anni”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle regioni Sergio Chiamparino al termine dell’audizione che si è svolta oggi di fronte alla Commissione affari costituzionali della Camera.
Chiamparino ha sollecitato “un confronto approfondito” principalmente su alcuni temi

E’ importante “superare il bicameralismo paritario, attribuendo però al Senato davvero un ruolo di rappresentanza e di composizione delle istanze territoriali. E proprio per questi motivi – ha sottolineato Chiamparino – le Regioni non hanno richiesto un eccessivo ricorso alla funzione legislativa in via collettiva, a cui devono concorrere ambedue le Camere. Ma – al di là della puntuale definizione delle competenze esclusive dello Stato e delle Regioni – per agevolare l’attuazione del nuovo Titolo V e per prevenire e ridurre il contenzioso Stato-Regioni, poiché ci sono competenze che per loro natura restano e resteranno comunque concorrenti, occorre garantire una funzione di equilibrio per il futuro Senato, prevedendo una legge bicamerale che disciplini l’esatta individuazione delle materie e delle funzioni di competenza statale e regionale”.

Secondo il Presidente della Conferenza delle Regioni “ci sono materie che necessariamente devono prevedere una concorrenza di competenze tra lo Stato e le Regioni (salute, governo del territorio, protezione civile solo per fare qualche esempio). Può anche essere condivisibile la proposta di sopprimere la competenza legislativa concorrente, ma ad alcune condizioni, prima, fra tutte, l’esigenza che vi sia nel provvedimento una chiara ed esaustiva elencazione delle competenze regionali. Altra questione fondamentale è l’idea di prevedere come competenza esclusiva statale, dove peraltro non è previsto il procedimento bicamerale, la disciplina generale delle cosiddette “aree vaste”, futuri nuovi  enti intermedi titolari di funzioni il cui inquadramento ordinamentale ed istituzionale. Un’ipotesi per molti aspetti preoccupante anche alla luce dell’attuazione delle Legge Delrio (L 56/2014). Sullo sfondo c’è la questione dell’ordinamento locale che, in base al testo approvato dal Senato ed ora all’esame della Camera, propone soluzioni che non tengono in considerazione il  ruolo delle Regioni. Io non credo – ha sottolineato infine Chiamparino -che si possa mettere in dubbio la necessità che sia la Regione a regolare l’ordinamento e le funzioni degli enti locali, sia pure entro una cornice di principi stabiliti dalla legislazione dello Stato”.

Sollecitato poi da alcuni Deputati, il presidente Sergio Chiamparino ha lanciato la proposta, di cui intende farsi portavoce anche in sede di Conferenza delle Regioni, di immaginare una sede di consultazione permanente mista, magari nell’ambito di un’indagine conoscitiva, proprio presso la Commissione Affari costituzionali della Camera per approfondire temi, sviluppi e processi che coinvolgono direttamente le istituzioni regionali.

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