Sanità. Cgil: “Concordati nuovi tagli, svelate ipocrisia e pochezza di governo e Regioni”

Roma, 26 febbraio – “Siamo davanti alla solita ricetta dei tagli alla sanità, alla rappresentazione dell’ipocrisia del governo, che dimentica in fretta le rassicurazioni date, e alla pochezza di una Conferenza delle Regioni inerte“. Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta l’intesa raggiunta tra governo e Regioni, che, come imposto dall’ultima legge di stabilità, prevede pesanti tagli ai bilanci regionali e decurta oltre 2 miliardi alla sanità.
Per Lamonica “si svela l’ipocrisia dell’esecutivo di Renzi e Lorenzin, secondo cui il settore non sarebbe stato toccato. E si evidenzia ancor di più la debolezza di una Conferenza delle Regioni, che prima ha subito i tagli della manovra e poi non ha avuto il coraggio di sfidare il governo a indicare chiaramente i risparmi possibili per aggredire sprechi e inefficienze“.
Entro il 31 marzo – spiega la dirigente sindacale – è prevista un nuovo accordo per definire i dettagli, ma i 2 miliardi di aumento del Fondo Sanitario Nazionale concordati lo scorso agosto sono persi“. “Così – continua – i risparmi non restano per i servizi sanitari, altro che Patto per la Salute e nuovi Livelli essenziali di Assistenza“.
Dopo anni di tagli, la formula resta sempre la stessa: fare cassa con le risorse necessarie a garantire i diritti dei cittadini. Si prosegue lungo la strada della politica di austerity – denuncia Lamonica – che considera il welfare solo un costo invece che un grande investimento per creare benessere, sviluppo e occupazione“. “Anche per questo – conclude – la campagna nazionale della Cgil ‘Salviamo la Salute’ continua la sua mobilitazione“.

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