Sardegna. Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro: Il turismo traina l’occupazione

Dai dati elaborati dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro campanello d’allarme per il tasso di disoccupazione giovanile

Nella prima metà del 2016 si registra una lieve contrazione dell’occupazione con una flessione tendenziale degli occupati di 10 mila unità nel primo trimestre (-1,8%) e di 4 mila nel secondo (-0,7%), accompagnata da una crescita degli inattivi (+1,9%) e una diminuzione dei disoccupati (-9,5%). Nonostante questo lieve peggioramento, il mercato del lavoro sardo vanta molti indicatori positivi: un tasso di occupazione (50,3%) superiore di 6 punti percentuali rispetto al Mezzogiorno (44%); un tasso di disoccupazione (17%) nettamente inferiore a quello del Sud (19,6%) e una quota di persone che non lavorano e non cercano un’occupazione (39,4%) inferiore di 6 punti rispetto alla media nazionale (45,3%). Sono i dati emersi dal primo rapporto regionale del mercato del lavoro della Sardegna, realizzato dall’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro, presentato il 21 ottobre in occasione del XVIII Congresso regionale.
L’occupazione in aumento non risente della decontribuzione: Nel secondo trimestre 2016 dei 550 mila occupati (-0,7%) il 76% è composto di lavoratori dipendenti, il 23% sono autonomi e solo l’1% ha un contratto di collaborazione. Tra i dipendenti, quasi l’82% risulta occupato a tempo indeterminato e solo il 18% con un contratto a termine. In Sardegna, però, rispetto alle altre regioni italiane, gli effetti della generosa decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato sono stati modesti: l’aumento complessivo di 14 mila occupati nel 2015 rispetto al 2014 (+3,5%) è stato determinato dalla crescita di 6,2mila lavoratori a tempo indeterminato (+1,9%) e di 7,8 mila a termine (+12,4%). È fondamentalmente il turismo a trainare la domanda di lavoro in Sardegna. Quasi la metà dei 47mila lavoratori assunti in Sardegna è impiegata nel settore degli alberghi e della ristorazione o in ambiti ad essi strettamente collegati come il noleggio, le agenzie viaggio o, ancora, le attività di intrattenimento.
Elevato il tasso di disoccupazione giovanile, migliora quello di lunga durata: Diminuisce il tasso di disoccupazione dell’isola nel secondo trimestre 2016 (-9,5%), ma non quello giovanile che raggiunge valori preoccupanti (55,9%) e si classifica al terzo posto, dopo Sicilia e Calabria, tra tutte le regioni italiane. La quota di giovani sardi in cerca di occupazione supera di 7 punti percentuali i valori che si registrano nel Mezzogiorno. Viceversa, il tasso di disoccupazione di lunga durata in Sardegna (53,4%) è inferiore a quello della media del Mezzogiorno (64,3%), ma superiore rispetto al Centro (52,7%) e al Nord (52,3%).
Nei primi 8 mesi diminuiscono ore di CIGS – L’analisi della serie storica della Sardegna dal 2011 al 2016 mostra una flessione complessiva delle ore autorizzate di cassa integrazione a partire dal 2012, con fasi stagionali di crescita, fino al 2016. Nei primi 8 mesi dell’anno si osserva una lieve flessione del loro volume pari -1,3% (-86 mila ore), dovuto principalmente all’effetto congiunto della riduzione del ricorso alla cassa ordinaria, a quella straordinaria e dalla minore crescita di quella in deroga. A fronte di questa diminuzione, si registra un aumento delle ore di cassa integrazione straordinaria nella sola provincia di Nuoro (+103,1%), dovuto interamente al settore industriale.

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