Sbarchi e immigrazione, corsi formativi promossi dall’Asp di Siracusa

Siracusa, 25 novembre 2014 – Due corsi formativi di aggiornamento per il personale agli sportelli, operatori sanitari, volontari  e mediatori culturali che, a vario titolo, si occupano delle tematiche sanitarie relative all’immigrazione, alla gestione degli sbarchi e all’assistenza sanitaria nei Centri di accoglienza. A promuoverli è stata l’Asp di Siracusa attraverso l’Ufficio Territoriale stranieri, di cui è responsabile Lavinia Lo Curzio e l’Ufficio Formazione diretto da Maria Rita Venusino che, nella realizzazione dei due eventi, si sono avvalsi della collaborazione di professionisti aziendali e delle organizzazioni OIM (Organizzazione internazionale Migranti) e Terre Des Hommes. “Ringrazio tutti gli operatori che quotidianamente con il proprio impegno – ha detto all’inizio dei lavori il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta – collaborano nel fronteggiare il fenomeno immigrazione e le emergenze che esso comporta. Momenti formativi come questi sono importanti poiché contribuiscono alla realizzazione di strategie condivise tra le istituzioni a vario titolo coinvolte con il coordinamento attento del prefetto di Siracusa e secondo le linee guida ed il Piano di contingenza per la gestione degli sbarchi esitati dall’Assessorato regionale della Salute”. Il direttore generale ha ricordato come proprio nei giorni scorsi è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra la Prefettura, l’Asp di Siracusa, la Croce Rossa, Protezione Civile e Medici Senza Frontiere per le attività di assistenza sanitaria ai migranti che sbarcano ad Augusta che ha previsto anche il potenziamento del servizio notturno di assistenza sanitaria dallo sbarco fino alla permanenza dell’ultimo migrante al porto con il coordinamento della responsabile PTE Gioacchina Caruso e del responsabile del Pronto Soccorso dell’Umberto I di Siracusa Carlo Candiano. Da gennaio ad oggi il porto commerciale di Augusta è diventato il principale punto di approdo dei migranti con oltre il 40 per cento del totale degli sbarchi avvenuti lungo le coste siciliane. A ricordarlo è stato il prefetto di Siracusa Armando Gradone che nel suo saluto di apertura del corso ha riconosciuto il ruolo determinante dell’Azienda Sanitaria “senza la quale – ha detto – non sarebbe stato possibile ottenere i risultati raggiunti. Oggi di Siracusa si parla non soltanto a livello regionale ma anche nazionale, come di una realtà da prendere a modello”.  Rossella Celmi, focal point in Italia del Progetto europeo EQUI Healt e responsabile dell’Area Migrazione e Salute psicosociale OIM Italia ha parlato delle attuali conoscenze sul fenomeno della migrazione internazionale e della relazione con il migrante nei contesti sanitari. Delle strategie organizzative che l’Azienda sanitaria di Siracusa ha disposto per l’accesso ai servizi sanitari da parte dei migranti ha parlato Lavinia Lo Curzio, coordinatore delle attività nei Centri di Accoglienza, che ha esplicitato le buone prassi poste in essere dall’Azienda in risposta ai bisogni psico-sociali dei migranti. Altro tema affrontato è stato quello dei minori stranieri non accompagnati sotto i profili psico-sociale e legale, il primo argomento da parte di Federica Giannotta che ha presentato la guida pratica per gli operatori impegnati nell’accoglienza dei minori, il secondo da parte del consulente legale Vittoria Ardino presidente e ricercatore della London School of Economics Di Londra, mentre la psicoterapeuta Lilian Pizzi si è espressa sulle modalità di supporto psicologico ai minori. Il direttore della Epidemiologia dell’Asp di Siracusa Lia Contrino, coordinatore degli aspetti sanitari nell’accoglienza ai migranti, ha parlato della prevenzione e del controllo della diffusione delle patologie infettive evidenziando come, anche dal report dell’attività medica all’interno degli ambulatori dei sette centri di accoglienza che insistono in provincia di Siracusa illustrato nei dettagli dal medico dell’Ufficio territoriale stranieri Giuseppe Nipitella, vengano riscontrate patologie tipiche di chi proviene da situazioni di stress ambientale e di sofferenza fisica.

 

 

 

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