Sicilia, burocrazia. Confindustria Sicilia: “Il governo agisca per fare applicare la legge”

Palermo, 17 settembre 2015 – “Una burocrazia lenta, lentissima che, affossando le imprese, fa da tappo allo sviluppo economico dell’Isola”. Confindustria Sicilia commenta così la mancata applicazione della cosiddetta riforma Chinnici, della quale ha parlato ieri Repubblica Palermo, sottolineando come sia rimasta lettera morta la previsione tassativa, per la prima volta, dei tempi massimi di espletamento delle varie procedure amministrative e, in caso di mancato rispetto, le relative sanzioni di natura disciplinare o pecuniaria per i dirigenti.
“Un’ottima riforma non applicata – continua Confindustria Sicilia – che fa capire in quale contesto le imprese siano ancora chiamate a competere. La Regione si conferma una macchina elefantiaca, spesso ostacolo a qualsiasi tipo di iniziativa economica, dato oggettivo che relega la Sicilia ai margini delle realtà che attraggono investimenti. La sensazione, a volte, è che si lascino accumulare e ammuffire le pratiche per costringere gli imprenditori a elemosinare favori e passare sotto le forche caudine della macchina assistenziale-clientelare. In un contesto del genere, da anni noto a tutti i livelli, che cosa deve fare un imprenditore normale? A chi sono utili le scorciatoie e le deroghe se non a chi non vuole confrontarsi con il libero mercato? Perché non si applicano le regole previste in materia di autorizzazioni per consentire agli imprenditori di effettuare i propri investimenti con celerità e creare nuovi occupati? Perché non si digitalizzano le procedure aumentando la trasparenza, indispensabile per combattere la corruzione? Chi ha responsabilità di governo agisca subito per consentire la piena applicazione delle norme e incidere così sui quei comportamenti dai quali dipende lo sviluppo economico di questa regione”.

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