Siracusa. Anselmo Madeddu: “Troppe le cause evitabili contro i medici, ormai è una patologia di sistema”

I presidenti dell’ordine dei Medici e degli Avvocati, Madeddu e Favi, insieme per promuovere un tavolo tecnico congiunto

SIRACUSA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Dottore Anselmo Madeddu (in foto), Presidente dell’ordine dei Medici di Siracusa:

Malasanità è un brutto neologismo mediatico mutuato da quello di malavita, con la differenza però che quest’ultima è praticata da criminali abituati a delinquere volontariamente, mentre la malasanità riguarda fatti, di norma, isolati e involontari quali un errore medico. Scriveva il poeta cinese Lao Tsu che “fa più rumore un solo albero che cade piuttosto che un’intera foresta che cresce”. E così, dimenticandosi che a fronte di episodici errori ci sono migliaia di atti medici che ci salvano la vita, c’è chi fomenta ormai una insana cultura dell’odio promuovendo la pericolosa deriva di un partito dei cittadini contrapposto a quello dei medici, i quali a loro volta si contrappongono a quello degli avvocati, accusati di invogliare i primi a promuovere le cause risarcitorie, avvocati che invece non fanno altro che il loro dovere. Una vera e propria patologia di sistema tipica di un Paese come il nostro dilaniato per secoli dalle corporazioni e dai conflitti. Ma è ancor più grave il fatto che i dati statistici ci dicono che circa il 94% di queste cause finiscono con l’assoluzione per l’insussistenza del reato. Con la conseguenza, però, che abbiamo ingolfato inutilmente il prezioso lavoro dei magistrati, allungando all’inverosimile i tempi della giustizia. Ma non solo. Il numero eccessivo di cause, infatti, ha elevato il costo delle assicurazioni, con rinuncia di molte Aziende a farsene carico e dunque con danno degli stessi pazienti che altrimenti sarebbero stati risarciti prima. Ma la conseguenza più grave è quella di aver generato per reazione la cosiddetta medicina difensiva (secondo Agenas praticata oggi dal 58% dei sanitari), con medici che si astengono dagli interventi ad alto rischio e che, per tutelarsi, eccedono in protocolli diagnostici spesso non necessari. Con la conseguenza che il sistema genera costi ormai insostenibili per il Paese e le liste di attesa diventano sempre più lunghe. A parte i magistrati che si vedono intasare le proprie aule giudiziarie da cause inutili ed evitabili, a parte i medici che subiscono i danni economici e psicologici della gogna mediatica di estenuanti cause che finiscono quasi sempre in una sentenza di assoluzione, chi sono – ci chiediamo – le vittime finali di questa autentica patologia di sistema che tende pericolosamente ad incrinare il prezioso rapporto fiduciario tra medico e paziente, se non gli stessi cittadini che vedono allungarsi sempre più le liste di attesa nei tribunali e negli ospedali e che sempre più spesso hanno a che fare con una sanità che tende innanzitutto a difendersi? Non c’è dubbio che il paziente danneggiato dall’errore medico va risarcito, così come non c’è dubbio che il medico, in quanto tale, va rispettato e non crocifisso sull’altare mediatico della presunta malasanità. Ma se è vero che il 94% di tutte queste cause terminano con l’assoluzione del medico, è possibile che non si possa far niente per prevenire questo deleterio fenomeno che genera così tante gravi conseguenze al sistema Paese? In realtà l’art. 3 comma 1 della legge 189/2012, la Balduzzi, ripreso da una recente sentenza della Cassazione (IV Pe. 7346/15) ha sancito il principio che “l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”. Ci sono nuovi disegni di legge. E ci sono avvocati cassazionisti (Seminara) che, fermo restando il diritto al risarcimento civile (magari introducendo l’obbligatorietà della consulenza tecnica preventiva dell’art. 696 bis c.p.c), iniziano ad invocare la depenalizzazione delle lesioni colpose dei medici, visto peraltro che la giustizia penale ha reati ben più gravi di cui occuparsi nel nostro Paese. Tuttavia siamo convinti che occorre innanzitutto incidere sulla cultura. E’ proprio per questo motivo che, su mandato del Consiglio, ho incontrato nei giorni scorsi il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Francesco Favi, che ringrazio per la disponibilità mostrataci. L’idea innovativa è quella di costituire un tavolo tecnico congiunto che metta insieme Avvocati e Medici per affrontare questo delicato problema, magari con la stesura di linee di indirizzo condivise, di seminari e incontri. Siracusa, in tal senso potrebbe diventare un laboratorio di grande interesse per il contrasto di un fenomeno che ormai ha assunto i contorni di una autentica patologia di sistema“.

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