TFR. PmItalia: la liquidazione in busta paga non convince neanche Bankitalia

Roberto Biscotto, ospite di uno mattina su raiuno, rilancia la proposta delle piccole e medie imprese

Ragusa, 6 novembre 2014 – Il presidente provinciale Roberto Biscotto è intervenuto ieri, nella qualità di vice presidente nazionale di pmItalia, alla trasmissione Uno Mattina su Raiuno per rilanciare la proposta delle piccole e medie imprese relativamente a quanto previsto dal Governo per il TFR. La misura contenuta nella legge di stabilità in discussione in parlamento, lo ricordiamo, consente ai lavoratori dipendenti che lo richiedano di avere anticipata in busta paga la quota mensile maturata del trattamento di fine rapporto. Al momento il TFR o resta in azienda e si rivaluta sino al momento dell’uscita del lavoratore e quindi viene corrisposto in un’unica soluzione, oppure va ad alimentare i fondi pensione complementari. Con l’anticipo in busta paga della liquidazione il Governo punta a favorire la ripresa dei consumi. La Banca d’Italia teme però conseguenze negative per le pensioni più basse. L’adesione dei lavoratori a basso reddito all’iniziativa – ha avvertito il vice direttore generale dell’Istituto Centrale Luigi Signorini – aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate. Bankitalia chiede perciò che la misura sia solo temporanea. L’ufficio parlamentare di Bilancio ha comunque confermato che il TFR in busta paga produrrà effetti positivi sull’economia. Si ipotizza un aumento dello 0,1% del PIL e un incremento dei consumi di 2,7 miliardi di euro. E l’ABI, l’associazione bancaria italiana  ha confermato la disponibilità del mondo bancario a supportare le imprese che aderiranno all’iniziativa.
Intervistato dal conduttore Franco Di Mare, Biscotto ha affermato che “questa ipotesi non convince perché, così com’è strutturata, andrà a mettere ancora più in difficoltà le micro e piccole imprese che già utilizzano il TFR per pagare gli stipendi e a guadagnarci sarà solo lo Stato perché incasserà oltre 3 miliardi di euro di tasse. A nostro parere si dovrebbe procedere così come ha fatto nel 2011 il Governo Monti quando diede le garanzie alle banche che hanno attinto 270 miliardi di euro dai fondi della BCE. In questo caso dovrebbero essere le banche a concedere al cittadino-lavoratore l’importo del TFR anticipato e lo Stato dovrebbe fare da garante. Così facendo le imprese verrebbero lasciate fuori da questo onere anziché andare loro in banca per farsi anticipare queste somme, sebbene a tasso agevolato”.  Biscotto ha anche parlato del bonus di 80 euro. “Il Governo ha concesso questo bonus a 10 milioni di italiani con un reddito di oltre 20 mila euro. A nostro parere occorrerebbe concedere il bonus a quei milioni di italiani con un reddito fino agli 8 mila euro se si vuole davvero spingere il Paese verso una ripresa dell’economia e superare questa che è una crisi di fiducia, perché sono sempre vivi i timori di nuovi scossoni finanziari e di nuove imposte”.

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