Vittoria. CNA: “Tutto fermo all’autoporto e le erbacce si stanno impadronendo del sito”

La Cna territoriale: “Quello che un tempo era un sogno rischia di trasformarsi nel monumento del nulla”

Vittoria, 14 settembre 2015 – Il sempre costruendo autoporto di Vittoria è ritornato ad essere il luogo della desolazione? E’ l’interrogativo che si pongono il presidente della Cna territoriale, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Siamo andati a verificare – dicono i due – e abbiamo fatto qualche foto. Pare che tutto sia fermo. Le erbacce piano piano si stanno impadronendo del luogo, la natura è l’unica che all’interno del cantiere svolge appieno il proprio ruolo. Verso la fine dell’aprile scorso qualcosa si era mossa, lo avevamo annunciato con una certa enfasi, pensavamo che il primo stralcio dell’opera vedesse finalmente la luce. Forse abbiamo esultato con troppo slancio. Infatti, adesso pare che tutto sia fermo. Nel cartello posto all’ingresso del cantiere, oramai sbiadito perché cotto dal sole, ancora si riesce a leggere che l’opera sarà “terminata nel novembre del 2013”. La Cna – continuano La Terra e Stracquadanio – sin dal 2005, con passione e determinazione, si era impegnata affinché il progetto prendesse forma e diventasse realtà. Sono passati dieci anni, quasi una generazione, durante i quali sogni e speranze rischiano di trasformarsi nel monumento del nulla. Peggio: nel monumento che condanna all’incapacità – senza appello – un’intera classe politica e dirigente. Non vogliamo e non possiamo accettare che quest’opera diventi una delle tante partite perse del Mezzogiorno. Un’opera che poteva rappresentare il riscatto per un’area del Sud Est siciliano non può tradursi in una lenta ma inesorabile disfatta. Non ci arrendiamo, non ci rassegniamo, per questo solleciteremo istituzioni sovracomunali e le autorità nazionali di competenza. Le imprese, i cittadini di questo territorio devono sapere perché il primo stralcio dell’autoporto di Vittoria non viene completato. Devono capire come si spendono o si disperdono i fondi pubblici”.

Print Friendly, PDF & Email