Vittoria, la Cna territoriale: “Che fine ha fatto il Paes? E’ uno strumento che può dare risposte

Vittoria, 1 ottobre 2014 – Il Paes (Piano d’azione per l’energia sostenibile) è un ottimo strumento che può rimettere in movimento l’intera filiera del settore costruzioni a Vittoria. Il settore edilizio rappresenta il comparto più energivoro, per questo la Cna ritiene da sempre che le azioni del piano possano essere sì rivolte alle nuove costruzioni (servirebbe però un nuovo regolamento edilizio) ma l’obiettivo principale dello stesso deve riguardare prevalentemente il parco edilizio esistente. E’ quanto evidenziano il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe Santocono, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio, secondo cui, in particolare, sarebbe utile sapere, considerato che da tempo c’è un energy manager a palazzo Iacono, se è stata già redatta una bozza d’indagine che valuti la dispersione degli edifici del territorio e ne stabilisca, anche sommariamente, le misure di intervento quali ad esempio: cappotto, sostituzione dei serramenti, isolamento delle coperture, l’installazione di fonti rinnovabili. “Queste stime – affermano Santocono e Stracquadanio – oltre a valorizzare e a rendere più efficienti gli immobili, darebbero anche indicazioni su nuove opportunità di lavoro. Oramai i tempi sono strettissimi, la Regione, considerato come le procedure avviate da molti comuni (compreso il nostro) per la predisposizione del Paes siano molto lontane dalla definizione, ha prorogato fino al 31 gennaio 2015 i termini di presentazione dello strumento utili ad ottenere i finanziamenti. Fino ad oggi non sappiamo nulla. Dopo la presentazione del 25 luglio scorso del raggruppamento temporaneo di professionisti che deve redigere il piano e l’attivazione, il 26 agosto scorso, di una casella di posta elettronica dove inviare suggerimenti, sull’argomento è calato il silenzio. Sia chiaro, nessun amministratore si senta ingiustamente incalzato dalla nostra organizzazione, la Cna non vuole che il Paes si impaludi come l’autoporto (a proposito, dopo le nostre ultime sollecitazioni nessuno ha risposto). A noi interessa esclusivamente che questo strumento diventi un’opportunità vera per l’intera filiera del settore costruzioni che sta vivendo una crisi senza precedenti”. “Facciamo infine notare – dicono ancora Santocono e Stracquadanio – come l’obiettivo esclusivo del Paes è la riduzione delle emissioni di Co2. Il suolo assorbe anidride carbonica. E’ pertanto evidente che una delle cause dell’aumento delle emissioni di anidride carbonica è l’impermeabilizzazione del suolo, comunemente chiamata cementificazione, cioè la copertura permanente con materiali artificiali (asfalto e calcestruzzo) per la costruzione di nuovi edifici e nuove strade. Quindi la valenza del Paes si afferma se si limita molto l’allargamento urbano e si recupera il patrimonio edilizio esistente restituendogli qualità ambientale. Non rispettare questo dettato significa tradire nei fatti il valore fondamentale del Piano d’azione per l’energia sostenibile”.

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