Vittoria. L’Ascom manifesta perplessità dopo le nuove nomine del sindaco Nicosia

Il presidente Prelati: “Bisognava andarci con i piedi di piombo considerate le gravi difficoltà del momento. Sui tributi e sulla Fiera Emaia occorreva andare con i piedi di piombo mentre adesso non sappiamo neppure quale sarà la programmazione futura”

Vittoria, 28 maggio 2015 – “Le nomine del sindaco ci trovano molto perplessi. Due settori così sensibili, quali l’assessorato ai Tributi e la presidenza della Fiera Emaia, ci inducono a fare delle riflessioni”. Lo dice il presidente della sezione cittadina dell’Ascom di Vittoria, Antonio Prelati, facendo riferimento alle decisioni assunte dal primo cittadino nei giorni scorsi. “Non entriamo nel merito della politica e in quello riguardante le persone, cosa che non ci compete – spiega Prelati – desideriamo, invece, inserirci nella valutazione delle qualità, delle conoscenze e delle capacità di indirizzo che competeranno al nuovo assessore e al neo presidente. L’aumento dell’imposizione tributaria sulle imprese ha raggiunto limiti non più sopportabili, gli oneri aumentati anche quest’anno di circa il trenta per cento, percentuale che si aggiunge agli aumenti degli scorsi anni, non ci permettono di guardare con fiducia a un futuro per l’imprenditoria in generale. A tal riguardo, desideriamo conoscere quali novità il neo assessore vorrà introdurre per alleviare le numerose difficoltà delle imprese. Per esempio, come si dovrà avviare seriamente la raccolta differenziata, elemento che di per sé ridurrà i tributi che gravano sulla raccolta dei rifiuti? Poi, come intende razionalizzare economicamente gli oneri dei tributi locali affinché non continuino ad essere così gravosi per le imprese e i cittadini?”.
Per quanto riguarda la presidenza della Fiera Emaia, Prelati aggiunge: “Riteniamo sia stata inopportuna la neo designazione, per un ente ormai in disagio, dal bilancio commissariato e dai costi fuori controllo. Una presidenza e un cda che graveranno pesantemente sul bilancio aziendale e, di conseguenza, aggraveranno il deficit riversandosi sempre sulle casse dell’ente e dei cittadini. In merito alla riprogrammazione delle manifestazioni fieristiche, non pensiamo che il presidente in pochissimi mesi riuscirà a risolvere gli annosi problemi che si trascinano da otto anni complice il susseguirsi di diversi cda fallimentari che, a loro volta, non sono stati capaci di pensare a una nuova fiera e a delle manifestazioni fieristiche al passo con i tempi. In tutti questi anni, la Confcommercio comunale di Vittoria non è mai riuscita a creare un sinergico rapporto con l’ente Fiera, per una palese pregiudiziale nei nostri confronti. Infatti, dalla nostra associazione è sempre stata avanzata una progettualità di sviluppo e di raccordo tra la città e l’Emaia, affinché i flussi di visitatori siano condivisi con le realtà economiche della città tutta. Sosteniamo da sempre che la ricchezza della fiera è il patrimonio che l’intera città avrebbe potuto cogliere se la volontà politica avesse accolto le proposte da noi sempre suggerite”.
E Prelati dice ancora: “La fiera Emaia appartiene alla città e non alla politica per cui abbiamo sempre auspicato un nuovo concetto di fiera. Diciamo che dopo 40 anni questo concetto ha necessità di essere riadattato a una nuova imprenditoria e alle nuove esigenze del commercio. Anche in questo caso, essendo addetti ai lavori, desideriamo conoscere se vi sono dei programmi che non siano a fini elettorali. E, ancora, quali indirizzi si vorrà seguire per il risanamento del bilancio dell’ente, aggravato ancora una volta dai costi di un nuovo cda. Oggi, noi siamo più preoccupati dal possibile fallimento della fiera e di una sua possibile scomparsa dallo scenario fieristico del Sud Italia che dell’assenza di una nuova programmazione fieristica. Infatti, l’ente che non ha i conti a posto non potrà procedere verso il futuro. Quanto è accaduto finora sono soltanto annunci propagandistici. Ancora una volta, ribadiamo che Confcommercio comunale di Vittoria è disponibile a un sereno confronto, nell’interesse primario della città”.

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