Acate. Il “Premio Gabriele Carrubba-Edizione 2017” al giornalista Salvatore Cultraro.

Antonio Cammarana, Acate (Rg) 2 maggio 2017.- “Per i notevoli contributi resi alla valorizzazione e alla ricerca storica del nostro territorio, per il lodevole e continuo impegno nell’informazione con i quali porta avanti la crescita culturale della nostra città di Acate”. Con questa motivazione, impressa su di un’ artistica targa, è stato conferito, nel corso di un’ affollata manifestazione tenutasi presso la sala conferenze del Circolo di Conversazione di Acate, il “Premio Gabriele Carrubba 2017”, giunto, ormai, alla sua quarta edizione, al giornalista acatese, Salvatore Cultraro. L’evento è stato istituito, per la prima volta, il 19 aprile del 2014 dalla famiglia, ed in modo particolare dalle figlie Maria Teresa e Ginetta, dell’illustre e compianto, il Direttore delle Poste, Gabriele Carrubba, scomparso nel mese di giugno del 2012. L’iniziativa si pone il duplice scopo di ricordare e far conoscere alle nuove generazioni la figura di questo cittadino esemplare e, nel contempo, omaggiare persone o associazioni che, con il loro operato, contribuiscono alla crescita sociale, culturale e civile di Acate, sull’esempio, proprio, di Gabriele Carrubba, che ha speso lunghi anni della sua vita a valorizzare l’antica Biscari, secondo i ruoli che è stato chiamato a ricoprire. La prima “personalità” cittadina a ricevere il prestigioso premio  “Gabriele Carrubba” è stata, nel 2014, la maestra in pensione, Maria Ruggeri Iemmolo, definita, la “maestra per eccellenza”, seguita, nel 2015, dall’insegnante in pensione di scuola primaria, nonché  veterano dei giornalisti locali, Pietro Mezzasalma  e, nel 2016, dal professore Antonio Cammarana, filosofo, poeta e storico. “E’ nostro grande desiderio- ha  tenuto ad evidenziare la scrittrice Maria Teresa, figlia del direttore Carrubba – potere encomiare coloro che si sono distinti particolarmente nel percorso della vita e che si sono impegnati in attività politiche, sociali e culturali, contribuendo ad arricchire e valorizzare il nostro paese. E’ nostro desiderio, quindi, che questi nomi, associati a quello di mio padre, proprio per avere così tanto in comune con lui, rimangano nella memoria e nel ricordo di noi cittadini, perché di questo si tratta”. Un commovente ed intenso ricordo del nonno Gabriele Carrubba  è stato espresso dalla signora Nives Pinnavaria la quale, nel corso del suo intervento, ha anche elogiato le doti del giornalista premiato. L’altra figlia, l’insegnante Ginetta Carrubba, ha invece voluto ricordare il proprio genitore, presentando al pubblico un significativo ed inedito video clip, realizzato interamente da lei, per far conoscere a tutti gli hobbies e le passioni del padre. Elogi per la lodevole l’iniziativa sono stati espressi anche dal primo cittadino di Acate, prof. Francesco Raffo, presente all’evento unitamente agli assessori, Carmelo Ettore Campagnolo, Maria Mezzasalma ed al Delegato alla Cultura, Salvatore Stornello. “Il vostro intento di omaggiare, presentare, esprimere l’apprezzamento e il valore intrinseco di una persona- ha sottolineato il sindaco Raffo, rivolgendosi ai familiari del direttore Carrubba- individuando ogni anno dei personaggi che si sono distinti e si distinguono,  lasciando fortissimi segni sia di carattere culturale che umano, è qualcosa di encomiabile”. “Le sorelle Maria Teresa e Ginetta Carrubba- ha esordito l’insegnante Pietro Mezzasalma, anche lui già insignito dell’onorificenza- hanno assegnato il Premio Gabriele Carrubba, IV Edizione 2017, a Salvatore Cultraro. Una scelta straordinariamente significativa. L’amico Salvatore è giornalista, scrittore, appassionato di storia locale, conferenziere, presentatore di eventi culturali, sociali ed artistici, moderatore, insegnante, animatore e amico dei diversamente abili. Tale riconoscimento lo merita davvero”. Particolarmente significativo anche l’intervento del prof. Antonio Cammarana, pure lui  insignito del Premio Carrubba nel 2016. “E’ un Premio che dà un triplice prestigio- ha tenuto a sottolineare lo storico e filosofo- per prima cosa alla persona alla quale è intitolato, Gabriele Carrubba, poi a coloro che lo gestiscono con dedizione e costanza, ovvero le figlie Maria Teresa e Ginetta Carrubba, ed infine a chi lo riceve, Salvatore Cultraro, confermandone la capacità, le competenze, i meriti”. Visibilmente emozionato e commosso, considerato il suo essere schivo e discreto, il giornalista Salvatore Cultraro  ha ringraziato i presenti e gli organizzatori del Premio con la modestia che da sempre lo contraddistingue. “Un evento straordinario e significativo, quello di questa sera, finalizzato ad onorare la memoria di Gabriele Carrubba- ha evidenziato Cultraro nel suo intervento- che mi ha felicemente coinvolto, anche se ritengo di non possedere affatto tutte le qualità affettuosamente attribuitemi dagli amici relatori”. Al termine della serata, che ha avuto momenti di toccante e viva partecipazione è stata consegnata dalla famiglia Carrubba un’ artistica targa al premiato, mentre particolari elogi sono stati espressi nei confronti dell’Associazione Iblea Assitenza Disabili di Acate, rappresentata per l’occasione dall’insegnante Anna Ragusa e, per il quotidiano on line a tiratura nazionale, “Italreport”, rappresentato dall’editore, dott. Giovanni Spada.

Prof Antonio Cammarana

Intervento della scrittrice Maria Teresa Carrubba:

“Vivere consapevolmente la propria vita significa scegliere, ma soprattutto significa lottare, lottare fino in fondo per ciò in cui si crede attraverso l’esempio personale, la coerenza con i propri principi, assumendosi le proprie responsabilità. Mi risulta difficile non trovare queste caratteristiche in Salvatore Cultraro nel quale vedo una filosofia di vita che da questo valore all’esistenza. Un’esistenza la sua che non si è mai lasciata travolgere dal sistema, non si è mai fatta trascinare dalla corrente. Dunque vivere consapevolmente, andando controcorrente è stato l’impegno di tutta la sua vita, un impegno lungo e costante. Nel 1986 ha conseguito la specializzazione quale educatore per disabili in età evolutiva, dal 1988 dirige il centro di differenziazione didattica per disabili. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la gazzetta del sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale Free TV di Comiso. Ha diretto il periodico “ I 4canti” e dal 2001 al 2009 ha tenuto corsi di giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Ma Salvatore Cultraro non è solo “ il giornalista” che tutti conosciamo, è anche un appassionato e uno studioso di storia locale, negli anni ’80 ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo greco-romano e medievale. Nel 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana, un volumetto sull’antico lavatoio pubblico di contrada Canale. Questo è quello che si legge nella sua biografia, ma il nome di Salvatore Cultraro è legato alle innumerevoli presentazioni e partecipazioni a quasi tutti gli eventi culturali, elencarli tutti sarebbe impossibile, ne ricordo qualcuno, che peraltro ci ha visti insieme, come le due serate dedicate al tenore Licitra, la giornata della legalità e della memoria in onore di Falcone e Borsellino, la partecipazione e la presentazione di tutte e tre le edizioni del Premio Gabriele Carrubba, la partecipazione al concorso di poesia Hiscor come membro della giuria di qualità. Per lui vale una frase di Elsa Morante “ Un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade” . Nessuno incarna quel tutto perfettamente più di Salvatore Cultraro.  Egli si interroga su tutto ciò che cade dal suo sguardo, fosse un ritaglio di giornale, un luogo, un oggetto, una persona, una data. Guardare è la sua dote naturale, che poi si compendia nella passione e nel lavoro di ricerca storica locale, nella fotografia, nella critica letteraria e nel giornalismo. L’onestà è sempre stata la caratteristica principale del suo lavoro, dove “onestà non ha solo un significato morale, bensì estetico; onestà come onore che si ottiene nella dura lotta con se stessi prima di tutto e poi con la quotidianità della vita. La sua più grande dote l’umiltà e il suo spiccato senso comune, dichiara spesso Salvatore di non possedere un particolare talento, ma occorre un grande talento o una raffinatezza d’animo non comune per aver compreso, amato, ricercato e studiato la storia del proprio paese, per aver messo gratuitamente  al servizio di Acate la sua professionalità e il suo tempo. Con orgoglio noto che il messaggio imparziale della cultura ci viene da Acate e forse spesso non è compreso e valutato, anche per colpa dell’isolamento mediatico e dell’emarginazione culturale di cui il paese è vittima, ci viene da persone come la maestra Iemmolo che, ricevendo il premio per prima ci ha lasciato questa testimonianza: “ Una maestra può insegnare a leggere e a scrivere, ma questo possono farlo tutti. La cosa difficile invece è contribuire a far crescere dei futuri cittadini e per fare ciò bisogna metterci il cuore”. Ci viene dal maestro Pietro Mezzasalma, secondo premiato, dalla sua semplicità, normalità, dalla disponibilità, dalla passione per Acate e per tutto ciò che lo riguarda, ci viene ancora dal prof. Cammarana, dal suo impegno costante di intellettuale di valore, dall’essere  protagonista della vita culturale del nostro paese come filosofo, storico, poeta, ci viene da Salvatore Cultraro, dalla sua ammirevole schiettezza, dalla sua profonda e mai ostentata cultura”.

Intervento della nipote Nives Pinnavaria:

“Molti sono gli interessi, le passioni e gli hobby che hanno legato mio nonno al giornalista Salvatore Cultraro. La  loro è una storia di amicizia e affetto lunga e duratura, mai interrotta. Infatti il giovanissimo Salvatore Cultraro lo affianca negli anni della militanza nel partito socialista, condividendone idee e princìpi, io bambina li  ho visti accanto impegnati a collaborare nel restauro della chiesa di San Vincenzo, cercando fonti utili per meglio comprendere il mistero che ancora oggi circonda la figura del nostro amato santo, mossi dal desiderio di dare sempre di più al proprio paese. Mio nonno amava tanto Acate,le sue tradizioni e i suoi monumenti. Molto a cuore aveva soprattutto il castello dei principi di Biscari, “seconda casa” di Salvatore Cultraro che di esso custodisce e conosce ogni angolo, ogni cosa. All’interno del castello, dove una volta c’era l’ufficio postale, una stanza ricorda l’impegno del nonno, il suo lavoro, le sue passioni, le sue collezioni, altro aspetto,  in comune con Salvatore. Anche lui collezionista di documenti, reperti storici e fotografici. E poi, e forse il più importante filo conduttore tra i due, l’amore per il prossimo, soprattutto per i più deboli e i più sfortunati. Un amore e un rispetto incondizionato che il nonno mi ha trasmesso, insegnandomi che non esistono “diversi”, non esistono persone che siano “meno” di altri, che la vera ricchezza sta nell’umiltà. Umile come lo è Salvatore Cultraro, pur avendo dato e fatto tanto. Umile come lo era il mio amato nonno Gabriele, pur essendo stato un “grande”.
 

Intervento dell’ insegnante Pietro Mezzasalma:

“Le sorelle Maria Teresa e Ginetta hanno assegnato il Premio Gabriele Carrubba IV Edizione 2017 a Salvatore Cultraro. Una scelta straordinariamente significativa. L’amico Salvatore è giornalista, scrittore, appassionato di archeologia, di storia locale, conferenziere, presentatore di eventi culturali, sociali e artistici, moderatore, insegnante, animatore e amico dei diversamente abili, guida turistica. Tale riconoscimento se lo merita davvero. Affettuosi auguri da parte di noi tutti. In Paese in questo periodo si parla delle tradizioni pasquali locali, ma anche di questo Evento che è la IV Edizione e che intende ricordare la figura di Gabriele Carrubba. Gli acatesi  hanno ben impresso in mente l’amico Gabriele, persona rispettabilissima, gentiluomo, ottimo papà, direttore delle Poste molto scrupoloso, commercialista, politico e amministratore serio, uomo della Pace, amico del popolo, collaboratore della Parrocchia San Nicolò di Bari (Acate), appassionato di cruciverba, collezionista di immagini sacre, di francobolli ecc. Nella prima edizione il premio è stato assegnato all’insegnante Ernesta Ruggeri Iemmolo, nella seconda edizione al sottoscritto e nella terza edizione al prof. Antonio Cammarana”.

Intervento del professore Antonio Cammarana:

“E’ un premio che, dopo aver trovato ospitalità al Castello dei Principi di Biscari, finalmente si alloga in quello che io ritengo essere il suo luogo naturale: il Circolo di Conversazione.

E’ un premio che dà un triplice prestigio:

1)      Alla persona alla quale è intitolato, Gabriele Carrubba, che ha già trovato la sua ricostruzione biografica; che ha già trovato la sua collocazione storica nel luglio del 1943, all’epoca dello sbarco anglo-americano in Sicilia;

2)       a coloro che lo gestiscono, con dedizione e costanza, le figlie Maria Teresa e Ginetta Carrubba;

3)      a chi lo riceve, Salvatore Cultraro, confermandone la capacità, le competenze, i meriti.

Il premiato ha una fondamentale prerogativa: l’umanità, che ha messo sempre al servizio della comunità, soprattutto come educatore, maestro e tutore delle categorie a rischio, bisognose di sostegno (i diversamente abili di Acate); ha una mente eclettica, capace di spaziare in vari campi della cultura: da quello scolastico a quello giornalistico, da quello archeologico a quello critico a quello storico; ha, come me, collaborato criticamente, come studioso del territorio e come cofondatore, alla creazione della Rivista Storica “Quaderni della Biblioteca dell’Antica Biscari e della Valle dell’ Acate”, il cui primo Quaderno ha, per titolo, “Il lavatoio di contrada Canale” e, come sottotitolo, “Luogo d’incontro e simbolo del duro lavoro quotidiano”, ed offre una ricostruzione e un’immagine del nostro Paese dal punto di vista storico, fotografico e narrativo memoriale”.

 

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