Concluso con il concerto dei Kunsertu il festival Folk Barock a Noto

IL PROFUMO DEL PASSATO INEBRIA IL CUORE DEL PRESENTE. CONCLUSA, CON UNA VERA E PROPRIA FESTA IN PIAZZA, LA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL “FOLK BAROCK” DI NOTO. UN GRANDE SUCCESSO PER LE QUATTRO SERATE CHE HANNO RACCONTATO IL TEMPO CHE TORNA NEL CUORE DEL BAROCCO.

NOTO (SR) – La magia del tempo andato, i ricordi, le emozioni che furono hanno preso vita in una quattro giorni ricca di sentimento, nostalgia e di quel profumo raffinato che solo il ricordo del passato riesce ad emanare.

Al tempo che torna è stata dedicata la IV^ edizione del festival “Folk Barock”, ideato e diretto dal maestro Carlo Muratori, che si è conclusa sabato sera a Noto, capitale del barocco siciliano. Da mercoledì a sabato, il festival ha regalato un tuffo nel passato al pubblico che, coinvolto, partecipe, spesso commosso, ha preso parte ai quattro appuntamenti in programma.

Sabato sera, per la chiusura, grande concerto dei Kunsertu, famoso gruppo che fece la storia della tradizione della musica folk-rock della Sicilia degli anni ’80. In tantissimi hanno partecipato alla loro esibizione nel bellissimo scenario della scalinata della Cattedrale di Noto che certamente ha arricchito di ulteriore emozione l’esibizione. Numerosi i bis concessi che hanno trasformato il finale in una vera e propria festa di piazza.

Ogni serata di Folk Barock, d’altronde, è stata dispensatrice di sentimento. L’apertura del festival ha visto il magico concerto del grande cantautore Mario Incudine che con il suo spettacolo “Vinni a cantari all’ariu scuvertu” ha reso omaggio alle serenate settecentesche che gli innamorati siciliani cantavano sotto i balconi alle loro amate. Lo stesso Incudine, per l’occasione, si è trasformato in un cantore d’eccezione, concludendo la sua esibizione con una passeggiata “cantata” lungo il corso Vittorio Emanuele dove affacciate ai balconi lo attendevano emozionate giovane fanciulle. Con lui lo stesso Muratori e il maestro Antonio Vasta che lo hanno accompagnato in questo improvvisato concerto on the road.

Al sapore di nostalgia, ma anche di nuova energia l’appuntamento di giovedì che ha visto protagonista la reunion dello storico gruppo della musica popolare siciliana della fine degli anni ’70, “I Cilliri”, tornato sulla scena musicale dopo 40 anni di assenza. Un concerto che ha visto la partecipazione dei tanti fan del gruppo che all’epoca riuscì a trasformarsi nella voce della Sicilia, raccontando le anime, i colori, i sentimenti dell’Isola del tempo. Incuriositi e subito rapiti anche quelli che all’epoca erano bambini o addirittura non erano ancora nati che hanno potuto apprezzare un momento della storia comune, riappropriandosi di una memoria collettiva che rischia di scomparire. “I Cilliri” si sono lasciati andare in uno spettacolo divertente, coinvolgente e a tratti nostalgico, come è giusto che sia quando si parla e si rivive un passato tanto amato e ancora così vivo nei ricordi di ciascuno.

Struggente, interessante e sicuramente toccante la Sicilia che è emersa invece dal concerto-conversazione di venerdì sera al Convitto delle Arti, grazie ad un profondo conoscitore e difensore della storia siciliana, quale è Carlo Muratori. Le catastrofi della fine del ‘600 in Sicilia hanno rivissuto nelle canzoni che ha cantato e suonato, tratte dal suo ultimo cd/book “Dies Irae, la Cantata di li rujni” (ed. Le Fate), e nel confronto con due illustri esperti della storia siciliana: Sergio Bonanzinga, docente di Etno-Musicologia dell’Università di Palermo, e lo storico Luigi Lombardo che è anche autore del libro “Catastrofi e storie di popolo” che accompagna il cd di Muratori. “E’ stata un’edizione ricca di emozioni e trasporto – commenta il direttore artistico Muratori – che certamente ha avuto il merito di dare luce e voce ad alcuni degli interpreti e protagonisti più autorevoli del nostro passato. Conservare e tramandare la memoria è un compito che dobbiamo assumerci per difendere la nostra vera identità, fatta di tradizioni, culture e antichi saperi”. Il festival è stato promosso dal Comune di Noto con in prima linea il sindaco Corrado Bonfanti, l’assessore alla Cultura, Frankie Terranova e l’assessore al Turismo Giusi Solerte. Appuntamento dunque alla prossima edizione del festival dedicato alla tradizione popolare siciliana.

 

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