Dalla Sicilia alle Alpi, l’avvincente racconto del cicloamatore da scrivania Valerio Capsoni

“Le Alpi sono sempre state il mio sogno di bambino. I miei primi ricordi “ciclistici” sono infatti legati alle grandi tappe del Giro d’Italia, negli anni in cui Moser e Saronni si sfidavano sui passi leggendari per la maglia rosa, preceduti da generazioni di campioni. Pordoi, Marmolada, Stelvio, sono alcune tra le vette che hanno sempre risuonato nella mia mente da quando mi sono appassionato alla bicicletta. Finalmente, dopo tanti anni, il sogno di vederle e di scalarle si è avverato”.

Inizia così il racconto di Valerio Capsoni autore dell’e-book “Dalla Sicilia alle Alpi – Sulle grandi salite del Giro e del Tour”, valutato al terzo posto assoluto nella classifica di Amazon per il settore ciclismo.

L’e-book, presentato sabato pomeriggio presso il caffè letterario “Le Fate” a Ragusa, racconta sei viaggi in bicicletta vissuti dall’autore che, partito dalla Sicilia, è andato alla conquista delle cime mitiche del ciclismo, le grandi salite dove si è scritta la storia di questo meraviglioso sport.

Presentazione dalla sicilia alle alpi

Ospiti, per l’occasione, l’ex ciclista professionista Angelo Canzonieri, Turi Barbagallo appassionato commentatore di tappe ciclistiche, Gianni Licitra cicloamatore ragusano e compagno d’avventure di Capsoni e Angelo Azzaro, componente dell’associazione “I salitomani dell’Etna” fondata proprio da Capsoni.

Una grande avventura, quella dell’autore, che si trasforma così in un’emozionante e avvincente racconto in grado di arrivare al cuore e all’anima degli amanti del ciclismo, della montagna e delle avventure in sella.

“Dalla Sicilia alle Alpi – Sulle grandi salite del Giro e del Tour” è la storia di un ragazzo, il cui sogno, nato sulle ruote dei campioni del Giro, è divenuto realtà. Ma è anche una storia di amicizia, una storia in cui tra metafore, ricordi, incontri fortuiti, si va pian piano delineando un’esperienza unica e ricca di significato.

Un “Garibaldi” così definisce il libro di Capsoni Turi Barbagallo, curatore della pagina facebook “Il salotto del ciclismo” e autore della raccolta “Un signore in giallo”, dedicata alle imprese di Vincenzo Nibali al Tour de France.

“Con il termine Garibaldi – spiega Barbagallo – in gergo professionistico viene indicato un manuale della corsa. A mio avviso, questo libro, proprio per la precisione con cui vengono indicati i percorsi, è da ritenersi un vero e proprio manuale. Se penso a Valerio come un ciclista professionista il suo ruolo sarebbe stato sicuramente quello di corridore di corse a tappe perché programma tutto, non lascia mai nulla al caso, verifica e rimodella a seconda delle condizioni e degli imprevisti. Ma devo anche riconoscergli la grande capacità con cui riesce a trasmettere, al lettore, le stesse emozioni che ha provato lui nel corso delle sue avventure ”.

Per Angelo Canzonieri, ex corridore professionista con al suo attivo, tra le altre corse, la partecipazione a ben sei edizioni del Giro d’Italia, il libro di Valerio Capsoni “è la dimostrazione di come anche la semplicità delle cose sia in grado di farci provare grandi soddisfazioni”.
”Se c’è una cosa che accomuna un amatore e un professionista – dice – oltre la passione è di certo la fatica. Ma il professionista non ha la possibilità di apprezzare il paesaggio o altro perché il tempo la fa da padrone. Il ciclismo è uno sport che mi ha insegnato a vivere la vita intensamente e a non aver paura delle difficoltà. Grazie a questo sport ho anche imparato a conoscere ed apprezzare i mie limiti. Più che uno sport è stato un maestro di vita”.

Lo stesso maestro che accompagna Valerio nel suo percorso. Un cammino a volte ripido e controverso ma che riserva alla fine la più bella delle sorprese. Un cicloamatore da scrivania, così si definisce per via del lavoro che lo costringe a trascorrere tanto tempo davanti al monitor di un computer. Ecco perché, appena può, monta in sella alla sua bici e pedala verso nuove vette.

“Il mio – afferma Capsoni – è un racconto corale, è la mia storia ma anche la storia di tutti coloro che, insieme a me, hanno vissuto questa esperienza. Ho iniziato questa mia passione quindici anni fa, una passione che mi ha dato tanto. Per me il ciclismo altro non è che una metafora della vita. Quando sei in sella alla bici dai tutto te stesso per superare le difficoltà e, quando riesci a superare i tuoi limiti fisici e mentali, capisci che nulla ti è impossibile”.

Una figura importante e che spesso richiama nel suo racconto è quella del padre scomparso otto anni fa: ”Quando vado in bici non sono mai solo – dice. Siamo sempre in due”.
“Mi piace pensare – conclude – che attraverso questo racconto possa passare un messaggio importante e cioè che anche una persona normale è in grado di fare cose straordinarie”.

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