Domenica al piccolo della Badia torna la rassegna “Ragusa Ride”

TORNA LA RASSEGNA “RAGUSA RIDE”, DOMENICA 10 DICEMBRE AL PICCOLO DELLA BADIA IN SCENA “CONFIDIAMO NELL’ULTIMA” CHE SARA’ PROPOSTO DAL TEATRO IRIS DI FLORIDIA

RAGUSA – Un padre nostalgico dei Borbone, indipendentista, e quattro figlie da accasare. La tradizione contro l’“imprevista diversità”, sia che essa provenga dal nord piemontese, sia che spunti fuori, inattesa, nel genero che avresti voluto uguale a te. E’ questa, in sintesi, la trama di “Confidiamo nell’ultima” che la compagnia Teatro Iris di Floridia porterà in scena domenica 10 dicembre, a partire dalle 18,30, al Piccolo della Badia di corso Italia 103 a Ragusa nell’ambito della rassegna “Ragusa Ride”. A dirigere la rappresentazione sarà Francesco Torneo che è anche autore del testo. “Ancora una volta Francesco Torneo – dice il direttore artistico di Ragusa Ride, Maurizio Nicastro – si mostra attento lettore dell’oggi e in modo semplice e garbato esprime il comune sentire nell’affrontare un aspetto, un’idea differente. In sintesi stiamo parlando di un testo in cui si rivela un apparente fallimento del padre, ma, alla fine, è una metafora della crescita individuale. Sono sicuro che gli attori si mostreranno all’altezza del compito, difficile, imposto dallo scritto di Ciccio Torneo, regista e autore che tende sempre all’analisi, all’umanità: in questo caso l’immigrazione e le diversità d’idee politiche faranno divertire e riflettere”. La commedia in due atti sarà resa particolarmente fruibile e con un timing che non lascerà spazio alla noia, trattandosi di un evento mai banale, sempre in grado di rilanciare azioni e ideazioni. Il team composto da Sara Torneo, Martina Annino, Irene Ferlito, Isaia Cascino, Rosetta Rindone, Marta Ferlito, Sebastiano Fontana (irriconoscibile trasformista, fra i “generi” non amati), Aurora Principe, Paolo Trigilio (incredibile savoiardo), Peppe Ferlito (caratterista dalle naturali risorse di scena), l’ottima Alessandra Di Mauro, Annalisa Zappulla (mamma dalla marcata propensione alla rigida parsimonia), Lina Rossitto, darà il massimo intorno agli altri due “poli” incarnati da Giuseppe Italia e Francesco Russo; i due consuoceri che s’intendono davanti a una bottiglia di vino sui fatti della vita, su un ego ipertrofico da ridimensionare; perché di fronte a catastrofi umane irrisolte, possiamo essere in grado di riconoscere una parte di noi che affonda, attaccata a un pezzo di legno, e magari salvarla, rinnegando l’indifferenza.

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