“Educare alla bellezza nel nostro tempo”: a Milano convegno dei docenti di religione della Lombardia

MILANO – “Educare alla bellezza nel nostro tempo”: è questo il tema del convegno dei docenti di religione della Lombardia in programma il prossimo 5 maggio a Milano, organizzato dall’ADR, associazione nazionale dei docenti di religione accreditata al MIUR come ente di formazione, in collaborazione con lo Snadir, Sindacato nazionale degli insegnanti di religione, le cui sedi nazionali si trovano a Modica.
I lavori del convegno, che si svolgerà dalle ore 8,30 alle ore 13,30 presso lo Starhotels Palace di Milano saranno coordinati da Domenico Pisana, Responsabile nazionale per la formazione dell’ADR, e vedranno il saluto di Marisa Scivoletto, Direttore dei Corsi ADR, Giuseppe Favilla, coordinatore regionale Snadir della Lombardia, Massimo Oldrini e Giuseppe Garavaglia della segreteria provinciale Snadir di Milano, e don Fabio Landi dell’Ufficio IRC della diocesi di Milano.
L’iniziativa sarà caratterizzata dagli interventi di don Aniello Manganiello, prete anticamorra che ha pubblicato un interessante volume con la Rizzoli dal titolo emblematico “Gesù è più forte della camorra”, e che parlerà dell’importanza di insegnare il bello nella scuola; Mons. Antonio Stagliano, vescovo di Noto, che affronterà il tema “Educare alla bellezza nell’insegnamento della religione cattolica”; Giuseppe Rescaldina, psicologo ed autore di diverse pubblicazioni scientifiche, e Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, che tratterà il tema “L’Irc e gli insegnanti di religione: le prospettive e le criticità della legge 107/2015”.
“ A Milano – afferma il Coordinatore nazionale per la formazione dell’ADR, Domenico Pisana, affronteremo un altro tema di aggiornamento molto rilevante per il nostro tempo, vale a dire l’educazione alla bellezza. L’insegnamento della religione cattolica è sicuramente una disciplina che può declinare il tema della bellezza nell’attività educativa nei suoi aspetti letterari, religiosi, filosofici e antropologici, facendo rilevare come la cultura della bellezza possa essere in grado di rispondere alla realtà del male che cerca di insinuarsi sempre più tra i giovani in modo particolare; insegnare la bellezza è, sicuramente, un potente antidoto contro la cultura della corruzione e della furbizia; insegnare ai nostri studenti la bellezza significa fornire un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”.

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