Giuseppina Torregrossa, prima ambasciatrice del Cerasuolo: Il Vittoria Jazz Festival segna un nuovo binomio con la cultura

Vittoria, 28 giugno 2016 – “Non sono una grande bevitrice, ho iniziato da adulta e per il piacere della compagnia, insieme a quello del vino. Oggi bevo solo rosso, per la precisione bevo solo Cerasuolo di Vittoria!”: con una vera e propria dichiarazione d’amore per il vino che identifica l’unica Docg siciliana, rivelata non certo solo per compiacere il folto pubblico che affollava il Chiostro delle Grazie per ascoltare i suoi racconti enogastronomici, Giuseppina Torregrossa si è guadagnata sul campo il titolo di ambasciatrice del Cerasuolo, che la Strada del Vino ha voluto assegnarle nell’ambito del Vittoria Jazz Festival. 

“Grazie all’incontro con la Torregrossa e con le degustazioni organizzate all’Antica Centrale Elettrica – commenta il presidente della Strada Arianna Occhipinti – siamo riusciti nell’intento di riportare il Cerasuolo da protagonista all’interno del Jazz Festival, che sin dalle origini teneva tra le sue intenzioni quella di legare la musica al vino. Noi abbiamo voluto fare un’operazione più grande, facendoci noi stessi promotori di appuntamenti culturali all’interno del Festival e cogliendo l’occasione per promuovere di fronte al pubblico l’identità di questo territorio come quella di una vera e propria regione del vino, in cui tra le esperienze culturali che offriamo ai viaggiatori esso è in grado di esprimere una vera centralità”.

La scelta della Torregrossa come prima ambasciatrice non è stata certo casuale, lei che nei suoi libri (L’assaggiatrice, Il conto delle minne, Panza e prisenza, La miscela segreta di casa Olivares, tra tutti) ha sempre considerato il cibo come protagonista: “Già da bambini – ha ricordato al pubblico, chiacchierando con il direttore di cronachedigusto.it Fabrizio Carrera – conoscevamo la stagionalitàà di frutta e verdura, il cibo e la tavola erano espressione del territorio che abitavamo nella sua pienezza. Oggi scegliere cosa mangiare ha una valenza politica, perché significa fare i conti con i metodi di produzione e di gestione del territorio”. E sul vino? “Beh, il vino – ha detto – non è come la farina o lo zucchero, è vivo, cambia con il tempo, con il clima e con il lavoro che vi si dedica. Per questo ha a che fare più con la sacralità della vita che con un bisogno primario”.

“Questo primo riuscitissimo esperimento con il Vittoria Jazz Festival, anche grazie alla collaborazione con Francesco Cafiso e Luciano D’Amico, segna il passo di un nuovo ruolo che la Strada del Vino vuole giocare sul territorio”, ribadisce al termine della rassegna Arianna Occhipinti: “Già a settembre siamo pronti a stabilire la stessa partnership con l’Eco Happening Jazz Festival di Ragusa, promuovendo sempre il nostro vino come presenza imprescindibile per questo genere di eventi. Come abbiamo già fatto con il lancio della Wine Pass, continuiamo ad operare in un’ottica di network per rafforzare le sinergie che possano consentirci di promuovere non più separatamente, ma tutte insieme, le eccellenze del territorio tra le quali il Cerasuolo è protagonista”.

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