Incontri e approfondimenti Odyssey: un progetto di Ai Weiwei per Palermo

Palermo 23 aprile – 20 giugno 2017 ZAC / Zisa Arti Contemporanee

Giovedì 11 e venerdì 12 maggio Ruber.contemporanea e Amnesty International presentano due incontri aperti al pubblico presso ZAC/ Zisa Arti Contemporanee, per analizzare, a partire dal progetto Odyssey, il lavoro dell’Artista e il contesto storico, artistico e sociale in cui Ai Weiwei agisce.

# talk 1 Giovedì 11 maggio ore 16:30
Libertà di espressione – Intro a cura di Amnesty International

Abstract
La libertà di espressione è dalla nascita dell’organizzazione, al centro delle azioni svolte da Amnesty International a tutela dei diritti umani.
Il diritto al suo esercizio è d’altronde enucleato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e negli standard internazionali successivi.

L’artista e il potere – Conferenza di Alessandro Dal Lago e Serena Giordano
Abtract
Se il potere è attratto irresistibilmente dall’estetica, l’arte sembra esprimere a sua volta una vera e propria volontà di potenza. Una relazione che è caratterizzata, oggi più che mai, da una profonda ambiguità, da cui sembra impossibile prescindere: sullo sfondo il mercato, un autentico tritacarne che fagocita apparentemente ogni cosa, anche le forme espressive più antagonistice, come nel caso della street art e di Banksy.
Ai Weiwei sembra proprio muoversi con intelligenza e ironia in questo scenario ambiguo. Conosce le regole del gioco e le usa e, alla fine, tutto fa pensare che sia questo gioco la sua vera opera d’arte. Ma proprio il disincanto con cui si muove sulla scena dell’arte gli consente di abbracciare con forza alcune cause dell’umanità.

#Talk 2 Venerdì 12 maggio ore 10:00
La tutela di Amnesty nei confronti degli artisti dissidenti in Cina – Intro a cura di Amnesty International

Abstract
La libertà di espressione è sancita come diritto inviolabile dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dagli standard conseguenti.
In Cina e nei paesi a dominio cinese sono tanti gli artisti che per esprimersi, informarsi ed informare sono andati incontro a gravi violazioni dei diritti.

Ai Weiwei e gli artisti della dissidenza in Cina – Conferenza a cura della Prof.ssa Emilia Valenza tenuta dalle studentesse Andrea Curella e Andrea Feliciello/ Accademia di Belle Arti di Palermo
Abstract
Sebbene possa sembrare che l’arte non condivida nulla con la politica o con i fatti ad essa legati, ciò non corrisponde alla realtà e gli artisti, nel bene o nel male sono condizionati dalla politica. Sono moltissime le opere d’arte realizzate nel XX e nel XXI secolo, ma a ben guardare anche nei secoli precedenti, che esprimono una posizione nei confronti della storia, assumendosi la responsabilità della dissidenza e della denuncia.
Ai Weiwei è artista della dissidenza e questo incontro ne traccerà la storia personale e artistica. L’arte dissidente rappresenta la reazione a un regime totalitario, che vede l’arte solo come strumento di propaganda politica. In Cina, soprattutto durante la rivoluzione culturale di Mao Tse Dong, la produzione delle opere d’arte subiva il controllo esclusivo delle autorità. L’adozione di un linguaggio artistico diverso da quello ufficiale veniva tradotto come un segno di opposizione al regime e comportava l’applicazione delle sanzioni previste dalla censura, quali la prigionia e l’esilio. Quando verso la fine degli anni ’70, la rivoluzione viene dichiarata conclusa e le autorità si fanno più flessibili nei confronti della cultura, gli artisti cinesi decidono di utilizzare l’arte – massimo strumento di espressione della libertà – per raccontare cosa ha significato per loro essere privati di tale libertà. Il percorso della storia cinese degli ultimi decenni è molto tormentato, anche il destino degli artisti lo è – per la maggior parte molto coraggiosi e altamente motivati, e quindi talvolta costretti all’esilio o alla prigione, come nel caso di Ai Weiwei.
L’analisi di alcune opere di artisti cinesi renderanno testimonianza di questo percorso di dissidenza e di libertà.

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