La Giornata di Lampedusa: l’8 aprile i St. John Singers cantano sull’isola all’insegna dell’intercultura

Valorizzare il dialogo interculturale, contrastare le discriminazioni, sono alcuni degli obiettivi della manifestazione “La Giornata di Lampedusa, voi e noi per l’integrazione” in programma l’8 aprile 2017 nell’isola più a Sud dell’Italia, ponte tra continenti, teatro ormai da anni di speranza ma anche di disperazione.

Ed è in questo luogo simbolo, vera porta dell’Europa, che il coro St. John Singers di Manziana porterà, in una sorta di ritorno all’origine, la musica spiritual e gospel. Secoli di migrazioni, forzate o meno, non hanno frantumato il muro della diffidenza tra culture. I St. John Singers, che della battaglia antirazziale hanno fatto da oltre 25 anni la propria bandiera, proseguono in questo modo l’impegno per ribadire lo straordinario valore dell’intercultura. Il progetto, in primo luogo, intende raccogliere dalla viva voce dei migranti il racconto del proprio vissuto personale, realizzando con loro un laboratorio di scrittura. Coordinato dal dottor Daniele Natili, l’esperimento culturale impegnerà tre cittadini approdati sull’isola dopo una drammatica traversata. Un racconto che si farà testimonianza diretta in occasione dell’incontro-dibattito moderato dal dottor Daniele Natili, dove, oltre alla partecipazione del sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, si avrà, fra gli altri, anche la presenza di alcuni rappresentanti di organizzazioni culturali e sociali dell’isola. All’incontro interverranno anche il medico Pietro Bartolo, tra i protagonisti del docufilm Fuocoammare (Orso Oro a Berlino 2016 e candidato nel 2017 come miglior documentario al Premio Oscar), e il comandante della Guardia Costiera, dottor Paolo Monaco. La Giornata di Lampedusa si concluderà con i St. John Singers che, in un concerto-condivisione, proporranno ancora una volta un repertorio che nasce dall’anima e che denuncia il razzismo, abbatte conflitti, crea speranza. “L’obiettivo – spiega Adriana Rasi, presidente dell’Associazione Il Cantiere dell’Arte di cui fa parte il coro– è dare segnali di accoglienza a chi ha scelto la via dell’Europa. Come gli africani che vennero imbarcati a Goreé sono oggi parte integrante delle Americhe, anche quanti giungono oggi a Lampedusa possono guardare, pur tra mille difficoltà, a un futuro di integrazione. Il linguaggio universale della musica, i testi gospel frutto dell’esperienza degli afroamericani – commenta ancora Rasi – sapranno fare il resto, creando una occasione di vero interscambio culturale”. Nel 2010, nell’incidere un nuovo disco, i St. John Singers guardarono già alla piccola isola del Mediterraneo. Nel brano “Da Gorée a Lampedusa” si cantava “Nulla è cambiato dal passato. Da Gorée a Lampedusa siamo sempre considerata gente esclusa”. Con la Giornata di Lampedusa si vuole ora contribuire a ribaltare il senso di discriminazione, facendo leva sul valore dell’integrazione tra i popoli. Ancora una volta i St. John Singers si lanciano nella sfida di un progetto ambizioso. “E’ importante – dice ancora il presidente Rasi – ringraziare il sindaco Giusi Nicolini, per l’opportunità che ci dà consentendoci di portare la nostra musica di speranza ed emancipazione a Lampedusa, oggi al centro dell’attenzione internazionale”. Nell’isola, con la direzione di Alessandra Paffi, accompagnati dal pianista Alessandro Aloisi, dal batterista Andrea Colasante e dal bassista Ivano Sebastianelli, e la partecipazione della nota vocalist Joy Garrison americana di New York e figlia d’arte – inizia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy per anni contrabbassista del storico quartetto di John Coltrane – i St. John Singers, sapranno intonare ancora una volta con slancio e passione “We shall overcome”, canto di riscatto, divenuto universale, che si confermerà come un inno contro ogni discriminazione.

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