La Nèon ospite al “Salus Festival” di Caltanissetta con lo spettacolo “Ciatu” per la regia di Monica Felloni

Caltanissetta, 14 ottobre 2015 – L’associazione culturale Nèon è uno dei principali ospiti del “Salus Festival”, la manifestazione organizzata dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, dal Cefpas e dal Comune nisseno, in programma a Caltanissetta dal 13 al 17 ottobre. Una grande iniziativa sui temi della salute che pone al centro dell’attenzione il cittadino, mettendo insieme rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore, aziende e associazionismo e nell’ambito della quale avrà luogo “Disabil@abile 2015” 1° meeting/forum su inclusione sociale ed empowerment del cittadino disabile.

Dopo il successo ottenuto a Taormina in occasione della prima nazionale, giovedì 15 ottobre, alle 21, al Teatro Margherita di Caltanissetta, la Néon mette in scena una versione ad hoc dello spettacolo “Ciatu”, realizzato grazie alla regia di Monica Felloni e alla straordinaria interpretazione degli attori, molti dei quali disabili .

“Ciatu” è il succedersi di azioni teatrali intrise di canto, poesia, immagini, musica e danza. Una sequenza orchestrata di corpi, parole, respiri che, intrecciandosi e amalgamandosi, rendono merito e onore all’umanità che vive tutti i giorni in tensione d’amore.

“Ciatu” si propone, già in origine, come Luogo-Corpo-Teatro e, quindi, sempre soggetto a cambiamenti nella forma, necessaria alla migliore armonia dello spettacolo. Versioni cangianti di intrecci, a vivificare relazioni che nella freschezza e nell’originalità di ognuno trovano la gioia di costituire l’insieme.

Così “Ciatu” proposto a Caltanissetta è per il pubblico del Teatro Margherita; è azione che partecipa alla discussione e alle altre azioni che propongono una generale riflessione sulla salute. Ed è questo il senso della presenza di Néon nell’ambito della manifestazione nissena: non una esibizione di capacità “nascoste” e rivelate, bensì un’occasione di riconoscersi tutti strumenti e cantanti intonati della vita.

La regia di Monica Felloni, in questa disposizione d’animo e di pensiero è una composizione visionaria e un appassionato risuonare di Giordano Bruno nell’immortalità della vita.

In “Ciatu” si allestisce una scena-mondo affidata alla peculiare diversità di ogni attore coinvolto; la differenza diviene la tela sulla quale arte e natura si iscrivono per generare la bellezza di ogni forma dell’essere vita. In “Ciatu” tutto è normale e speciale al tempo stesso: gli attori, il pubblico e il Teatro sono un tutt’uno, un unico corpo che inspira la vita, occhi negli occhi, fiato nel fiato e l’azione del palco si riverbera sulla platea, senza distanze o interruzioni, formando un reticolo di respiri vivi.

“Ciatu” è il respiro degli uomini che vive e sopravvive dal liquido amniotico in poi, sino a dopo la fine. È la storia di questo respiro.

Nucleo narrativo è la vita e il pensiero di Giordano Bruno. Lo spettacolo attraversa, una visione dietro l’altra, un quadro dietro l’altro, la complessità umana e filosofica del Nolano. La regista fa propria questa complessità, sviluppa e si riconosce nei capisaldi del pensiero di Bruno. In scena è la vita umana, dalla nascita all’estrema vecchiaia ed è tra questi estremi temporali che si intrecciano le relazioni umane, più o meno liete, che si sdipana il “gioco bruniano” dell’essere insieme e umani. Corpo e anima sono una radice profonda in Bruno, un pensiero che unifica, che non divide, che guarda la totalità. Corpo e anima non sono due cose, sono la persona.

La Néon, da oltre 25 anni, attraverso i linguaggi del teatro e della scrittura, lavora per diffondere una cultura basata sul valore esistenziale dell’essere umano.

L’esperienza di Néon include ogni giorno voci, gesti, corpi, movimenti, pensieri nuovi e testimonia la possibilità, per ciascun individuo, di realizzare il proprio progetto di vita al di là delle condizioni di fragilità o di disagio nelle quali si trova.

La visione di Néon consiste nell’apertura del Teatro ad ogni tipo di diversità, sia essa fisica, psichica, culturale, etnica, sociale, sessuale, economica. La diversità della denominazione va intesa come varietà: ogni persona – nel suo essere portatrice della propria differenza – viene messa al centro dell’esperienza artistica. L’essenza è proprio la diversità di ogni essere umano. Néon svela la singolarità di ognuno, la sua parzialità perfetta. Non vi è la ricerca del giusto e dello sbagliato bensì la valorizzazione e l’apprezzamento della differenza qualificante e dell’esistere/singolarità di ogni persona.

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