Modica, Cantiere educativo “Crisci Ranni” ogni ultimo venerdì del mese

Modica, 24 ottobre 2014 – In questi anni si sono posti nella città segni di condivisione: dal Centro di ascolto cittadino – oggi collegato a Centri di aiuto in quasi tutte le parrocchie – alla Casa don Puglisi per mamme e bambini con difficoltà familiari e sociali (che in questi giorni compie ventiquattro anni); dal cantiere educativo Crisci ranni – con cui si ripensa la città a partire dalla cura dei ragazzi e dei giovani – al Portico di Betsaida, rete di case per la pronta accoglienza. Sono segni in cui l’accoglienza avviene nella relazione, e proprio per questo ci sono momenti in cui ci si accorge che le situazioni sono così gravi che si resta impotenti e si rischia la paralisi. Ma chi ama non può arrendersi! Anche nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie – se si è attenti – ci sono momenti in cui si avverte che qualcuno «si sta perdendo» e spesso, dopo tanti tentativi, si resta incapaci di capire cosa si possa fare. Ci sono poi drammi crescenti per mancanza di lavoro. Ci sono tante situazioni di sofferenza insostenibili: anziani abbandonati, immigrati che hanno visto o subito tanta violenza nella loro ricerca di una vita migliore, giovani in cerca di senso che – come diceva don Pino Puglisi – «se non trovano mani accoglienti, rischiano di sfracellarsi». Ancora una volta, non ci si può arrendere. Ecco, perché con trepidazione ma anche con convinzione, la Caritas diocesana pone un segno che attraversa tutti gli altri: la preghiera per la città e per quanti fanno più fatica. Una preghiera di intercessione per portare davanti al Signore tutti i poveri, e in particolare le situazioni più difficili, e una preghiera di adorazione per ritrovare sempre più nell’eucaristia la forma del dono senza misura come cifra della carità evangelica. Così, ogni ultimo venerdì del mese – ad iniziare da venerdì 31 ottobreal cantiere educativo Crisci ranni di Modica, nell’area attrezzata Padre Basile, alle ore 18 sarà celebrata la Messa per la città presieduta dall’assistente della Caritas diocesana don Manlio Savarino, prolungata fino alle 19,30 nell’adorazione eucaristica. La preghiera – sembra opportuno sottolinearlo – non è un’evasione dalla vita, ma è la vita riportata al Signore della storia, per sempre più riscoprirsi sua famiglia in cui i poveri sono suoi prediletti (e Lui resta accanto ad ognuno!) e noi pregando, in Lui, scrutiamo le sue vie e rinnoviamo le nostre responsabilità fraterne.

 

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