“Piccole italie” a Quincinetto e Pomaretto

Due presentazioni del libro “Piccole Italie” di Enrico Borghi, Deputato e Presidente nazionale Uncem, lunedì 10 luglio. La prima a Quincinetto, in Canavese, alle ore 17 (sala consiliare del Municipio), la seconda a Pomaretto, in Val Chisone, alle ore 21 (nella sala consiliare del Comune). 

Lunedì a Quincinetto, a promuovere la presentazione, con l’Uncem, è il Bim Dora Baltea, guidato dal sindaco Angelo Canale Clapetto. A Pomaretto è invece il Comune con il primo cittadino Danilo Breusa ad aver voluto l’incontro pubblico.

A Quincinetto, alle ore 17 di lunedì 10 luglio, intervengono Angelo Canale Clapetto, Sindaco e Presidente Bim, Fausto Francisca, Consigliere Agenda 21 per il Piemonte, Alberto Avetta, Presidente Anci Piemonte, Franco Cominetto, Sindaco di Burolo e Presidente Anpci Prov. Torino, Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte, Alberta Pasquero, Amministratore Delegato Bioindustry Park, Mario Benni, Presidente Ordine Avvocati di Ivrea, Fabrizio Gea, Presidente Confindustria Canavese, l’on. Francesca Bonomo, Deputata e l’on. Enrico Borghi, Deputato e autore del libro; coordina Alessandra Ferraro, Giornalista RAI.

A Pomaretto, alle ore 21, intervengono Danilo Breusa, Sindaco di Pomaretto, Elvio Rostagno, Consigliere regionale ed Enrico Borghi; coordina Pier Giovanni Trossero, giornalista.

Piccole Italie è una riflessione su cosa sia la politica territoriale, dopo la fine dell’interventismo statale e la crisi del regionalismo, e su cosa possano rappresentare i nostri territori nella sfida della modernizzazione italiana. Le statistiche e gli indicatori parlano dell’emergere anche in Piemonte di una vera e propria ‘questione territoriale’, con una marcata polarizzazione tra territori nei quali si concentrano opportunità, risorse, servizi e investimenti e aree in cui si acuiscono l’invecchiamento, la povertà e la desertificazione. Senza assicurare certezze nel campo dei servizi essenziali quali scuole, trasporti, sanità, e senza garantire uno sviluppo che si traduca in occupazione, vengono meno i fondamentali diritti di cittadinanza, con il risultato che qualunque iniziativa è votata al fallimento.

È su questi nodi che si giocherà la partita del riequilibrio territoriale e del ruolo delle nostre comunità. L’attuazione di politiche in grado di garantire il diritto di opzione e la libertà di scelta di vita necessita di forme politiche che siano luoghi di rielaborazione del pensiero, luoghi nei quali riformulare le prospettive all’interno di una visione di bene comune. Solo così la questione territoriale diventa questione nazionale, ed è per questo che le ‘piccole Italie’ possono contribuire in maniera decisiva a salvare la grande Italia.

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