Ragusa. Lunedì a radio Maria la santa messa che sarà celebrata all’Ecce Homo con la benedizione dei malati

RAGUSA – Straordinario appuntamento religioso. Lunedì 12 settembre, infatti, i tecnici di Radio Maria saranno a Ragusa per trasmettere in collegamento sulle loro frequenze, a livello nazionale, il Santo Rosario e la santa messa con la benedizione dei malati. L’appuntamento si terrà nella chiesa dell’Ecce Homo a partire dalle 16,45 per quanto riguarda il Rosario e subito dopo, alle 17,30, con riferimento alla celebrazione eucaristica. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, e Massimiliano Casto, collaboratore del quotidiano Avvenire della Cei. La santa messa sarà caratterizzata dalla partecipazione dei malati, dei componenti della consulta dell’Ufficio pastorale della salute, della cappellania ospedaliera, dei medici e degli operatori sanitari, delle associazioni di volontariato, dei laici operanti nella Pastorale della salute. “Il Santo Padre, nel Messaggio per la 24esima Giornata Mondiale del Malato diffuso un anno fa dal titolo «Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)» – dice don Occhipinti – fa riferimento alla Madre di Gesù, perché «nella sollecitudine di Maria si rispecchia la tenerezza di Dio. E quella stessa tenerezza si fa presente nella vita di tante persone che si trovano accanto ai malati e sanno coglierne i bisogni, anche quelli più impercettibili, perché guardano con occhi pieni di amore». In questa giornata, quella di lunedì prossimo dedicata ai malati in cui liturgicamente ricordiamo il Santissimo nome di Maria, possiamo chiedere a Gesù misericordioso, attraverso l’intercessione di Maria, Madre sua e nostra, che conceda a tutti noi questa disposizione al servizio dei bisognosi, e concretamente dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati. Talvolta questo servizio può risultare faticoso, pesante, ma siamo certi che il Signore non mancherà di trasformare il nostro sforzo umano in qualcosa di divino. Anche noi possiamo essere mani, braccia, cuori che aiutano Dio a compiere i suoi prodigi, spesso nascosti”.

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