14 luglio 1943 stragi di Biscari. Anfora e Pepi: il sindaco Raffo distratto alla lezione di storia. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 14 luglio 2015.- Il 14 luglio è una data importante per le città di Acate e Caltagirone, perché si commemora dal 2012 la presa dell’aeroporto militare costruito nel 1941 a metà strada tra i due centri abitati, nei pressi del borgo di S. Pietro. Il 14 luglio 1943 le truppe americane conquistarono l’aeroporto, vincendo un’accanita resistenza italo-tedesca durata cinque giorni. L’episodio bellico sfociò nelle ormai famose “stragi di Biscari”, durante le quali furono giustiziati alcuni civili e numerosi prigionieri italo-tedeschi. Negli ultimi anni si è parlato molto di questi fatti sanguinosi, grazie sia ad autori di livello nazionale, come il senatore Andrea Augello, lo storico Antonio Cammarana, il giornalista Fabrizio Carloni, sia a ricercatori locali come Stefano Pepi e Domenico Anfora. Tra il 2011 ed il 2012 il Senatore Andrea Augello, nel corso delle ricerche sulla battaglia di Gela e sulla conquista dell’aeroporto di Biscari, riuscì a risalire all’identità dei prigionieri italiani fucilati dai soldati della 45^ divisione americana dopo la presa dell’aeroporto. Tra giugno e luglio 2012, grazie a fondi privati raccolti dal Senatore Augello, l’Associazione Lamba Doria, rappresentata per la provincia di Ragusa dal dottor Giovanni Iacono, in collaborazione con i comuni di Acate e Caltagirone, erigeva a Santo Pietro di Caltagirone un cippo commemorativo riportante i nomi dei 74 prigionieri di guerra italo-tedeschi fucilati dagli americani il 14 luglio 1943. Il citato cippo fu inaugurato il 14 luglio del 2012 alla presenza del vice Presidente del Senato della Repubblica, del vice Presidente della Comunità Europea e delle autorità locali. Da allora, l’Associazione Lamba Doria, in collaborazione con i comuni di Acate e Caltagirone, ha organizzato il 14 luglio di ogni anno una cerimonia commemorativa per tenere viva la memoria di quei soldati. Nel 2014  a Santo Pietro, durante la celebrazione delle “stragi di Biscari”,  grazie all’invito della Lamba Doria, Stefano Pepi e Domenico Anfora, autori del saggio “Obiettivo Biscari” edito dalla Mursia, presentarono  in anteprima, la scoperta della nuova strage di soldati italiani compiuta dagli alleati alle porte di Caltagirone, dopo la presa dell’aeroporto di Biscari. (M. C. Goldini – La Sicilia, 07-07-2014, pag.6). Quest’anno la Lamba Doria ha organizzato la commemorazione, ma in forma privata, cioè senza la partecipazione delle amministrazioni comunali di Acate e Caltagirone. Perché? E perché il sindaco Raffo ha organizzato la medesima commemorazione fissandola il giorno prima (cioè il 13 luglio) e senza invitare la Lamba Doria e gli storici locali? Non è la prima volta che l’amministrazione comunale di Acate, guidata dal sindaco Franco Raffo, si  dimostra un po’ distratta sulla materia “storia”. Eppure la storia e i suoi derivati (musei, luoghi commemorativi, letteratura, ecc.) rappresentano un’importante risorsa morale ed economica per quei territori che hanno la fortuna di possederli. Pensiamo a Cassino con la sua Abazia e i suoi sacrari militari. Pensiamo alla Normandia, enorme museo militare all’aperto. Nel 2013, 70° anniversario dello sbarco in Sicilia, i luoghi dell’isola che furono campi di battaglia settant’anni prima ebbero l’opportunità di diventare importante vetrina storica mondiale. Una colonna anglo-americana di mezzi militari d’epoca e centinaia di marciatori attraversarono quei luoghi, in ricordo dei caduti e dei fatti di sangue che diedero inizio al lungo cammino della liberazione dell’Europa, realizzatasi due anni dopo. In quel percorso, però, mancava Acate e il sindaco Raffo si giustificava affermando di non essere stato invitato (V. Maci, articolo “Tutti partecipano ma Acate non c’è”, La Sicilia edizione di Ragusa pag. 28, 13 luglio 2013). Un po’ distratto il sindaco lo fu anche durante la visita ad Acate del famoso regista documentarista Folco Quilici, venuto in paese per girare alcune scene del suo nuovo documentario storico “Sicilia ‘43”. Raffo, infatti, avvisò la redazione di Acateweb solo la sera precedente e si limitò ad invitare un solo storico acatese, Gianfranco Ciriacono, ignorando gli altri, anche quelli che avevano prodotto pubblicazioni sull’argomento distribuite a livello nazionale e che avrebbero potuto fornire utili informazioni per la realizzazione del documentario. In quell’incontro, a detta del sindaco Raffo, il prestigioso regista gli promise che avrebbe “presentato il suo nuovo documentario in anteprima mondiale ad Acate, nel castello e alla presenza di tutti gli storici che si sono appassionati alla ricerca e allo studio di queste pagine dimenticate della storia” (Acateweb, Folco Quilici ad Acate. Il sindaco Raffo rompe il silenzio: “Incontro propiziato dalla direttrice della biblioteca comunale”, 10 ottobre 2014.). Bisognerebbe avvisare il sindaco Raffo che l’anteprima mondiale del documentario di Quilici si è già svolta mercoledì 17 giugno 2015, ma non nel castello di Acate, bensì al Palacongressi di Taormina, durante il “Taormina Film Fest”, luogo ritenuto più appropriato da Quilici, perché vetrina di presentazione di film e documentari a livello internazionale. A riguardo, pensiamo, inoltre, che Quilici abbia saputo della “Querelle” o, come definito da tanti, dell’“affaire” acatese scatenata quest’inverno dal mancato invito da parte del sindaco Raffo nei confronti degli storici locali durante la sua visita  ad Acate. Dimostrazione di scarsa attenzione verso gli storici locali sta anche nel fatto che nessuno di essi ha mai ricevuto alcun riconoscimento da parte del Comune. Forse si potrebbero prendere esempio dal comune di Solarino che, il l’11 luglio scorso, ha conferito al proprio storico Dott. Orazio Sudano la cittadinanza benemerita, in ringraziamento delle ricerche portate avanti da lui sulle vicende che hanno interessato quella città durante la seconda guerra mondiale e raccolte in un saggio. Altra sbadataggine (o noncuranza) è stata quella sulle riproduzioni fotografiche aventi come oggetto gli eventi bellici nel territorio acatese, acquistate con fondi pubblici, che avrebbero dovuto costituire il primo nucleo di un museo tematico sul secondo conflitto mondiale nel castello di Biscari. Che fine hanno fatto le fotografie e a che punto è il progetto sul museo? Di sicuro c’è che il nostro primo cittadino è impegnato ad arredare il castello con i mobili e gli arredi che il principe Paternò Castello aveva dato in comodato gratuito al Comune di Acate nel dicembre 2011. Peccato che il Principe, visto che i mobili erano rimasti inutilizzati nei magazzini del castello per tre anni, ha mandato due camion a riprenderseli. E per finire questa pietosa elencazione di “distrazioni”, vogliamo evidenziare l’ulteriore “dimenticanza” dell’amministrazione Raffo, la quale, dal suo insediamento avvenuto nel giugno del 2013, non si è mai degnata di ricordare, anche con una semplice commemorazione, le vittime civili acatesi, decedute nel corso dei bombardamenti anglo americani del Luglio 1943. Vittime innocenti, il cui sacrificio, come riportato in un recente articolo pubblicato sul giornale on-line “Italreport”, fu immortalato su una lapide marmorea fatta sistemare, su proposta del professore Emanuele Ferrera, sulla facciata laterale del Municipio di Acate nel 2007, dagli amministratori comunali dell’epoca, e completamente ignorata in questi anni dal sindaco Raffo. Arriviamo a una sola conclusione, il mese di luglio per  Raffo è stato un mese pieno d’impegni e di soddisfazioni; il ripristino d’indennità di carica della giunta, la presa in carica della richiesta di liquidazioni dell’ indennizzo del vice sindaco, le modifiche dirigenziali all’interno dell’ente e nuove nomine di esperti (V. Maci articolo “Le banche non hanno fiducia” La sicilia edizione di Ragusa pag. 33, 12 luglio 2015), quindi le distrazioni del primo cittadino sono giustificabili. Forse la situazione drammatica delle casse comunali, di cui sempre il sindaco decanta, è migliorata improvvisamente. è auspicio degli storici locali e di tutti i cittadini amanti del proprio territorio e della propria storia che l’amministrazione Raffo abbia una maggiore attenzione nei confronti di quegli avvenimenti e di quei progetti che alla nostra storia fanno riferimento.da sx Antonio Cammarana, Stefano Pepi, Domenico Anfora, Saverio Caruso , Giovanni Iacono, Franco Raffo. Srefano Pepi e Domenico Anfora presso Cippo Aeroporto di Biscari

 

 

 

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