Santa Croce Camerina, Libera…mente e le scuole insieme per ricordare le vittime delle mafie

Memoria e impegno. Dal ricordo delle vittime di mafia all’importanza dell’impegno per la legalità, questi i temi centrali della manifestazione organizzata dall’Associazione Libera…mente in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Psaumide di Camarina” di Santa Croce Camerina, in occasione della ”XXII Giornata Nazionale dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

Presenti il sindaco Franca Iurato, il Comandante della Stazione Carabinieri, Luigi Valenti e il Comandante dei Vigili Urbani Maria La Rosa.

“Tornano sotto i riflettori – spiega Silvio Rizzo dell’Associazione Libera…mente – i tre alberi di Carrubo della piazzetta adiacente alle poste simboleggianti le iconiche personalità di Falcone, Borsellino, Don Pino Puglisi e tutte le vittime delle mafie. Il nostro auspicio è che nel futuro ci sia sempre questo pensiero del ricordo, perché ricordo è memoria ed è molto importante”.

Gli studenti hanno infatti affidato, nel corso della cerimonia, il loro messaggi alle ampie chiome dei carrubi che ne sono divenuti custodi.

“Ai ragazzi – ha detto il primo cittadino Franca Iurato rivolgendosi ai presenti – viene passato il testimone della legalità. La legalità non è una parola vuota che si può ridurre al simbolismo di una giornata ma dovrebbe essere un faro che illumina tutte le nostre giornate. Oggi coincide con un’altra giornata mondiale che è quella “contro le discriminazioni razziali”, quindi oggi celebriamo entrambe le giornate perché dove c’è discriminazione non c’è legalità”.

Ed ha aggiunto: ”La nostra è una terra definita da molti “babba” nel senso che non conosce, almeno fino a qualche tempo fa, il fenomeno della mafia e dell’illegalità ecco quindi che noi dobbiamo lottare perché questi valori, la nostra lontananza dagli atteggiamenti di devianza della mafia che portano solo morte ignoranza, rimangano saldi. E chi più del carrubo che rappresenta il nostro territorio può assurgere a simbolo dell’antimafia e dei valori dell’uguaglianza tra i popoli” .

“Ragazzi – ha concluso il primo cittadino – dovete essere voi i portatori di questa legalità. Speriamo che non ci sia bisogno più bisogno di eroi morti ma si affermi sempre più una comunità viva che persegue la legalità come scopo. Il mio augurio è che voi siate sempre testimoni credibili di legalità e uguaglianza tra gli uomini”.

Nel suo intervento, Stefano Barone dell’Associazione Liberamente ha ricordato tutte le vittime della mafia spiegando ai ragazzi come oggi la mafia non è solo quella di cui leggono nei libri o di cui sentono parlare nel corso delle commemorazioni: ”La mafia – ha detto – oggi si è messa la cravatta e fa gli affari sporchi”.

Ha poi posto l’attenzione su come in realtà alla lunga lista delle vittime innocenti andrebbero aggiunte tutte quelle vittime, reclutate dalle organizzazioni mafiose perché nate in contesti sociali degradati: ”Anche loro sono vittime, non innocenti, ma si sono ritrovati coinvolti perché spinti da necessità di sopravvivenza. Ricordiamoci che la mafia prende piede dove non c’è lavoro e allora mi chiedo e vi chiedo cosa deve fare in queste situazioni uno Stato? Riflettete anche su questo!”

E proprio in una giornata come questa, in cui la lotta contro le diseguaglianze razziali acquisisce un maggiore significato, i ragazzi hanno dato l’ennesima dimostrazione di come i pregiudizi si possano superare aprendosi agli altri e superando i propri limiti mentali. In una comunità multietnica come quella santacrocese, questi ragazzi, collaborando tra loro, hanno lasciato un bellissimo esempio di uguaglianza tra popoli .

Di seguito alcuni momenti della cerimonia

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