San Giuseppe a Scoglitti vissuto dalla comunità parrocchiale

San Giuseppe, una delle feste tradizionali più sentite nella nostra Sicilia. Anche quest’anno in provincia di Ragusa, le famiglie e le parrocchie stanno ultimando il tradizionale altare del Santo falegname e il ricco pranzo che poi viene offerto ai poveri del paese.

Santa Croce Camerina, Acate, Vittoria e Scoglitti, sono i centri iblei dove questa festa è più sentita e dove si preparano le ormai famose “tavole di San Giuseppe”, ricche di cibi prelibati, scelti e con prodotti che nella stragrande maggioranza dei casi non sono facilmente reperibili in questo periodo.

Parliamo di Scoglitti, ( ma la tradizione è uguale in tutti i centri isolani )  dove le famiglie che hanno ricevuto una grazia, promettono al Santo, quindi fanno un voto, di allestire la ricca tavola che poi, come riferito, viene donata ai poveri e alle famiglie più bisognose.

Anche quest’anno, la parrocchia e i parrocchiani, hanno lavorato sodo per potere esporre in serata, le prelibatezze, in questo caso ricche di pescato locale, che domani mattina, dopo la messa, saranno distribuite.  Ma i piatti variano e non sono soltanto di pesce, nonostante si tratti di una cittadina marinara, dalle frittate alle verdure, dalle carni ai legumi, dalle caponate alle peperonate, dai maccheroni al sugo di maiale alle pallottoline di riso e carne in brodo; insomma, tutta una serie di piatti tipici siciliani dai gusti antichi e molto graditi. Poi c’è la parte dedicata alla frutta e alle arance amare che nelle tavole di San Giuseppe non devono mai mancare per tradizione. Così come i dolci, che sono elementi fondamentali della tavole.

Una cultura popolare trasmessa da padre in figlio che ogni anno si rinnova, non solo nella fede cristiana, ma nella generosità della gente che dona prodotti di cui si priva volentieri. Una cultura che auspichiamo sia apprezzata e riproposta negli anni a venire dai giovani.

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