Seconda settimana della mostra fotografica di Franca Schininà ‘camminando per il mondo…’

RAGUSA, 10 AGO 2014 (ITALREPORT) – Sabato, 26 luglio, al Castello di Donnafugata è stata inaugurata la mostra fotografica di Franca Schininà; madrine della serata la poetessa Prof.ssa Grazia Dormiente e l’assessore alla Cultura del Comune di Ragusa arch. Stefania Campo. Tre donne, queste citate, che hanno, congiuntamente, tagliato il nastro di una “antologica” di circa 265 scatti, monumentale, certamente, per la quantità delle immagini e degli spazi che sono stati necessari allo stesso allestimento, ma monumentale, innanzitutto, per il “percorso” che viene presentato all’ignaro visitatore. Straordinaria, anche, la presenza di personalità, appassionati, amici e conoscenti durante la serata di apertura.

Tredici ampie stanze delle particolari scuderie del castello arricchite dal “cammino” fotografico della nostra concittadina ragusana; una antologica che lascia il segno in ognuno dei visitatori. A volte si tratta di curiosi turisti venuti da lontano per una semplice visita al Castello di Donnafugata; altre volte sono nostri concittadini iblei in rilassante passeggiata estiva; molte altre volte si tratta di appassionati di cultura e fotografia, iblei o stranieri, venuti appositamente per la mostra e, quindi, essendo già ben informati, consapevoli di entrare nel vortice di questo “cammino per il mondo…” della Schininà.

Alcuni dei visitatori, al momento dell’uscita, appongono il loro nominativo sul libro della mostra e accanto, di solito, scrivono le loro sensazioni ed è un susseguirsi di complimenti, di ringraziamenti, di sincera emozione.
Difatti, così come dentro un “sentiero”, fra bidonvilles, paesaggi assolati, stradine sperdute e villaggi dai nomi impronunciabili, chi si intrufola nel percorso della mostra ha l’immediata emozione del “viaggio planetario”. Un viaggio lungo terre sconosciute e, contemporaneamente, un viaggio dentro la nostra stessa vita; le domande si susseguono infinite osservando gli sguardi, la tristezza o la fierezza dell’umanità rubata con gli scatti. Ma accanto alle emozioni per le foto crescono sempre più dirompenti le domande interiori; vicino alla donna che versa thè nel deserto si resta allibiti per l’innata eleganza, accanto a certi visi di bimbi abbandonati a se stessi siamo pervasi da brividi di impotenza; osservando le ingiustizie raccolte dalla Schininà si rimane con il cuore in gola.
Mille le sensazioni vissute e molte di esse restano dentro noi come colpi di scalpello su cuori di pietra.

L’antologica di Franca Schininà apre i nostri corpi ad un “contatto struggente” con il nostro pianeta, apre i nostri occhi verso i mali di questo mondo costruito sulle ingiustizie sociali e sulla violenza gratuita, risveglia in noi la voglia indomabile di uscire dai confini grigi della nostra quotidianità fatta di burocrazia e di carte da siglare e timbrare, dona speranza agli individui che nella loro vita si sono dati come meta la profondità, la ricerca di se stessi e la genuinità del proprio animo.

Se l’approccio alla mostra non è caratterizzato dalla fretta o dalla superficialità vacanziera la visita si trasforma in un momento importante, in un evento culturale e di crescita veramente toccante.

D’altronde la mostra è già stata visitata da centinaia e centinaia di persone, nonostante sia aperta ancora da due settimane. L’ingresso è gratuito e le eventuali offerte raccolte saranno devolute per fini sociali. Si può visitare di mattina, dalle 10 alle 13, e nel pomeriggio dalle 16 alle 20. Unico giorno di riposo è il lunedì.

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