“Spara ai Fascisti”: Storia, filosofia e politica presso il Chiostro delle Grazie di Vittoria

VITTORIA – Nel tardo e uggioso pomeriggio di sabato 28 ottobre, in un edificio ricco di storia come il Chiostro delle Grazie di Vittoria, si è parlato del Ventennio e dei tragici fatti storici del secondo conflitto mondiale, puntando l’obiettivo sul territorio locale, quando fu coinvolto nei sanguinosi combattimenti per la presa della Sicilia da parte degli anglo-americani. Ma non sono stati innalzati rigidi confini temporali e spaziali all’incontro-dibattito, anche in considerazione del titolo: “Passato e presente fra storia e politica”. Di fronte ad un numeroso e qualificato pubblico, presenti le autorità civili e militari di Vittoria, protagonista dell’incontro è stata la Storia, attraverso l’ultimo saggio di Stefano Pepi, “Spara ai Fascisti”, una minuziosa cronaca del ventennio vittoriese, che termina con i giorni dell’occupazione anglo-americana. Moderatore e coordinatore l’acatese Antonio Cammarana, professore di italiano, latino, storia ed educazione civica, nonché autore di numerosi testi storici e di letteratura.

Dopo un preambolo sulle operazioni militari che hanno coinvolto il territorio vittoriese nell’estate del 1943, espresso dalle sintesi di Giancarlo Francione e Domenico Anfora (ricercatori e autori di storia contemporanea, e soci dell’Associazione di Storia Patria “Lamba Doria”), ha preso la parola il poliedrico prof. Francesco Ereddia, docente di Lettere latine e greche, storico navigato e drammaturgo. Egli ha viaggiato attraverso le epoche storiche, da quella greco-romana a quella attuale, analizzando ed esponendo quella parte della filosofia che si è espressa sul collegamento storia-politica e sull’insegnamento che la storia consegna alla società. Ne è uscita fuori una Storia non più magistra vitae, in considerazione che le guerre e le violenze di ogni genere continuano ad esserci nella società odierna, nonostante le lezioni delle ere trascorse, ma comunque guida per comprendere il passato e camminare nel presente.

Le esposizioni dei relatori hanno stimolato anche gli interventi di un pubblico molto competente, aprendo un dibattito su un argomento complesso, ma estremamente interessante, come i crimini di guerra,. Partendo dalle stragi compiute dalle truppe americane in Sicilia, si è arrivati alle rappresaglie tedesche, a volte provocate da piani preparati ad arte dai servizi segreti anglo-americani che hanno utilizzato come strumento operativo gli uomini della Resistenza italiana, come il caso dell’attentato di Via Rasella a Roma e la conseguente strage delle Fosse Ardeatine. Sicuramente si tratta di un argomento ancora aperto alla ricerca e a nuove interpretazioni e colpi di scena.

Ha chiuso la serata l’autore Stefano Pepi che ha spiegato i fattori stimolanti che lo hanno spinto a scrivere questo saggio, chiarendo anche i motivi della scelta del titolo Spara ai fascisti: «Kill, kill and kill some more» urlò il generale George Patton, comandante dell’Armata americana, agli uomini della 45a Divisione di fanteria sbarcata nel settore costiero di Vittoria, chiarendo che non andavano fatti prigionieri quei soldati nemici che avrebbero opposto resistenza. Alcuni di questi soldati presero alla lettera l’eccitante discorso del loro comandante e ne applicarono gli ordini a Vittoria, Comiso, Piano Stella e Santo Pietro, fucilando circa centocinquanta militari italo-tedeschi e civili catturati.

Concludendo, chi fosse interessato ad approfondire questo capitolo della storia locale, Vittoria nel Ventennio e nella seconda guerra mondiale, avrà nel saggio di Pepi una esauriente sintesi delle fonti.

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