Teatro. A Catania successo per il debutto de “L’aumento” al Piccolo Teatro

Rappresentato nel fine settimana a Catania, per la prima volta in Sicilia, l’atto unico “L’aumento” di Perec. Proposto dalla compagnia G.O.D.O.T., ha aperto la rassegna sul teatro dell’assurdo al “Piccolo”

CATANIA – Un’interpretazione corale, ricca di spunti divertenti, per una storia che mette a nudo con ironia e intelligenza artistica la dimensione umana. Così il debutto de “L’aumento”, la pièce di Georges Perec andata in scena sabato e domenica al Piccolo Teatro di Catania con gli attori della Compagnia G.o.D.o.T.. Il primo appuntamento della mini rassegna dedicata al “teatro dell’assurdo” si è dunque aperto con un debutto molto divertente di un’opera per la prima volta rappresentata in Sicilia. Un atto unico che indaga, con l’inserimento dell’elemento clownesco, sulle possibilità che ha un impiegato ligio al suo dovere di poter chiedere ed ottenere dal suo capoufficio l’aumento di stipendio. La ricercata regia di Vittorio Bonaccorso, tra l’altro anche lui in scena assieme a Federica Bisegna, Giuseppe Arezzi, Emiliano Failla, Giulia Guastella ed Anita Pomario, evidenzia i vari personaggi-ipotesi che idealmente interagiscono tra loro come nel caso della proposta, dell’alternativa, dell’ipotesi positiva, dell’ipotesi negativa, della scelta ed infine della conclusione. Tra mimica e parola si interseca velocemente la storia che esalta, pur nella sua coralità, le singole voci della coscienza dell’impiegato. Dialogano di volta in volta con il protagonista, aprendo scenari che si prestano a molteplici sfaccettature. Facce diverse di una stessa medaglia con la consapevolezza di meritare, per la sua pervicace dedizione al lavoro, quell’agognato aumento che difficilmente viene concesso dal capoufficio. In questa funambolica elucubrazione su come ottenere l’aumento della paga, il regista ha inserito un grande ritmo nei continui cambi di situazioni, con le scene limitate all’essenziale per esaltare il ruolo dei personaggi e i loro particolari costumi, curati tra l’altro dalla Bisegna. Segnali di un esistenzialismo manifesto da rileggere con una chiave di lettura che invoca alla conoscenza di se stessi e dei propri limiti quando, a conclusione della propria vita, ciascuno di noi sarà chiamato a trarne un bilancio. Il pubblico, divertito sia nella prima di sabato che nella replica di domenica, ha anche apprezzato la direzione di scena di Lorenzo Pluchino e le luci e la fonica di Andrea Iozzia. La mini rassegna sul “teatro dell’assurdo” proseguirà l’8 marzo con “Le sedie” di Eugène Ionesco e si concluderà con “Finale di partita” di Samuel Beckett, in programma sabato 23 e domenica 24 maggio.

Print Friendly, PDF & Email