Torna “Ragusa Ride”, domenica al piccolo della Badia

In scena il classico “l’eredita’ dello zio canonico”. Proposto dal teatro utopia diretto da giorgio sparacino

RAGUSA – Un classico del teatro dialettale siciliano. Sarà proposto domenica prossima, 20 marzo, al Piccolo della Badia di corso Italia 103 a Ragusa. Torna, infatti, la rassegna “Ragusa Ride” proposta dall’associazione culturale Palco Uno con la direzione artistica di Maurizio Nicastro. Ad esibirsi sarà la compagnia Teatro Utopia che porterà in scena, a partire dalle 18,30, “L’eredità dello zio canonico” di Antonino Russo Giusti con la regia di Giorgio Sparacino. Info e prenotazioni al 333.4183893.  “L’opera che sarà rappresentata – dice Nicastro – affonda le radici nella tradizione più vera e più felice, una vera e propria epopea che fa riferimento a grandissimi interpreti come Angelo Musco, Tommaso Marcellini, Michele Abruzzo, per finire con il grande Turi Ferro. Quindi un autentico classico della risata che, ancora oggi, dopo anni e anni di repliche e di successi, riesce a tenere, come suole dirsi, “cartello”, vincendo il confronto con numerosi altri testi”. Tutto, in questa opera, diventa, come per incanto, godibile proprio per quanto di misurato, di strutturalmente studiato c’è nel testo, per i richiami alla cultura e al costume popolari, e ancora per la sapienza del tessuto letterario, per la simpatia del concertato linguistico, mai affidato all’improvvisazione degenere – che è sempre in cerca di facili consensi – ma frutto di un’appassionata ricerca espressiva tesa certamente a sottolineare i momenti cruciali della vicenda con la dovuta verve comica, senza con ciò travisare o addirittura stravolgere gli intendimenti squisitamente teatrali che l’autore ha voluto affidare al testo. E’ sulla base di tali istanze che il Teatro Utopia ha deciso di consegnare al suo pubblico la ripresa di un’opera del vecchio repertorio, com’è appunto “L’eredità dello zio canonico”. “È forse la voglia di confrontarsi, a distanza di anni, e con diversa maturità artistica – spiega Giorgio Sparacino – con un testo che pure ha già avuto notevoli riscontri di successo e di popolarità. Ed è sicuramente il gusto della riscoperta di un classico e l’impegno per una sua reinvenzione a farci scommettere parecchio in questa rappresentazione”.

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