Una struggente Medea è andata in scena sabato e domenica a Ragusa

LA BRAVISSIMA FEDERICA BISEGNA, DIRETTA DA VITTORIO BONACCORSO, E’ STATA PROTAGONISTA SUL PALCO DEL TEATRO QUASIMODO DI RAGUSA CON “STORIA DI MEDEA”, UNA PRODUZIONE DELLA COMPAGNIA G.O.D.O.T.

RAGUSA – Una straordinaria Federica Bisegna, diretta magistralmente da Vittorio Bonaccorso, è stata la protagonista assoluta del doppio appuntamento di sabato e domenica che si è svolto al Teatro Quasimodo di Ragusa. La Compagnia G.o.D.o.T. ha portato in scena uno spettacolo di grande spessore: “Storia di Medea”, un grande ritorno dopo il successo che aveva riscosso in estate all’interno della rassegna “Palchi DiVersi al Castello” al Castello di Donnafugata.
Una delle tragedie più belle e commoventi ma, al tempo stesso, più violente. Medea, assassina dei propri figli, donna assetata di vendetta e cieca di rabbia. Un’interpretazione superba, quella che ha regalato la Bisegna, restituendo al pubblico il dolore di una donna combattuta ma che alla fine sceglie la strada più dura.
Sul palcoscenico, insieme alla Bisegna, anche lo stesso Bonaccorso, nel ruolo di Giasone, ed ancora una struggente Tiziana Bellassai, nel ruolo della Nutrice, e gli altri attori dei vari laboratori della Compagnia a partire da un commovente Francesco Piccitto che interpreta il ruolo del messaggero. Un vero e proprio omaggio ad uno dei capolavori di più forte impatto del teatro classico greco, scritto da Euripide, raccontato attraverso i personaggi e le scene principali. Nella lunga carriera artistica della Bisegna, ricca di grandi interpretazioni, non poteva di certo mancare quella di Medea, figura dalla sovrumana potenza, irrazionale ed appassionata, che riesce ad invadere la scena con la sua presenza e anche con la sua assenza. E dove più forte appare il suo potere, più irriducibile e funesto il suo rancore, più divina sarà la sua vendetta.
La rappresentazione ha visto in scena anche gli attori più giovani della Compagnia, a partire dalle bravissime Sara Cascone, Benedetta D’Amato, Monica Firullo, Federica Guglielmino, Gaia Guglielmino, Micaela Sgarlata che hanno interpretato il coro delle donne. E poi il pathos che emerge durante lo spettacolo con l’interpretazione di Giovanni Candiano e Giovanni Flaccavento, che sul palco sono i figli di Medea. Il regista, che ha curato anche un allestimento scenico straordinariamente efficace e di grande impatto, interpreta Giasone mettendo in risalto i differenti stati d’animo del personaggio, passando dall’arroganza e la sicurezza che manifesta all’inizio, al dolore e all’autentica disperazione per la perdita dei figli.
Il passaggio di scena dall’antico Castello di Donnafugata al palcoscenico del teatro ragusano non ha sminuito il pathos della tragedia ed anzi ne ha aumentato il coinvolgimento emotivo, proponendo una Medea più sofferta e più ricca di sfumature.
Questo appuntamento teatrale ha seguito di qualche giorno la festa dei 20 anni di attività della Compagnia G.o.D.o.T. riconfermando il grande impegno culturale in città e sul territorio. Si torna in scena il prossimo 12 marzo ma a Modica, al Teatro Garibaldi, con l’atteso “Gran Varietà Godot” mentre il 17 marzo alle 20 al Teatro Ideal di Ragusa si terrà un seminario dedicato a Beckett.

storia di medea
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