20 Novembre 2020

ITALREPORT

Quotidiano on-line

Il diario della “zona rossa” (terzo giorno)

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Vittoria. 06/11/2020
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA CNA VITTORIA.

Egregio Presidente,
la microimpresa siciliana, e quella vittoriese in particolare, è un fantasma operoso: nessuno la vede ma c’è. Vive nell’immaginario della politica e delle istituzioni ma è perennemente fuori da qualunque agenda politica regionale. La nostra organizzazione, che opera in una zona critica ma anche tra le più dinamiche economicamente della Sicilia, si sforza di rappresentare attività dignitose e rispettose delle Istituzioni. Queste imprese, con forza e determinazione, continuano a credere in un territorio e nelle sue (de)potenzialità. Veda, Presidente, bisogna essere folli per fare impresa a Vittoria. Una città che tanti, con cattiveria, descrivono come luogo dove alligna ogni male. Qui, però, per centinaia di piccoli imprenditori dell’artigianato (come del commercio e dell’agricoltura) realizzare la propria attività è stata ed è una scelta di vita. Potrà sembrare retorico ma cos’altro è l’iniziare a fare impresa in un territorio difficile e complicato, riuscire a crescere e a realizzare la propria sede, assumere operai e con loro avviare – come in una famiglia – una cogestione dell’attività, se non una scelta di vita? Quì come in nessun altro posto la microimpresa è l’embrione del progresso nella legalità. Eppure questo coraggio, questa voglia di fare, questa operosità viene mortificata dalla continua disattenzione di chi governa. Il Covid-19 non ha solo infettato il nostro territorio (già di per sé intossicato da altri virus) ma lo ha inquinato con una serie infinite di decreti e di ordinanze che sono spesso in contrasto tra loro. Lei ha firmato un’ordinanza, a nostro avviso poco comprensibile e abbastanza punitiva, che dichiara Vittoria zona rossa. Sicuramente avrà avuto le sue ragioni, dettate da preoccupazioni di natura sanitaria che possiamo anche comprendere, ma non possiamo accettare la situazione in cui questa città è stata fatta precipitare. Un caos tremendo: da un lato la zona rossa comunale con le sue restizioni; dall’altra un Dpcm dopo l’altro fino alla dichiarazione di zona arancione. Tutto questo susseguirsi di norme sta creando una confusione e uno sconforto, tra artigiani e commercianti, impressionanti. Non sanno come comportarsi, chiedono chiarezza senza ottenere nessuna risposta. Sono questi comportamenti amministrativi che fanno percepire le Istituzioni come qualcosa di inutile, di distante, di penalizzante e rafforzano indirettamente il ruolo mefitico delle mafie.
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Presidente, per concludere, le diciamo che molti giovani, quelli che rimangono in questa terra, guardano al modello della piccola impresa come all’unico elemento in grado per potersi realizzare professionalmente ed economicamente. Già solo questo dovrebbe far diventare la microimpresa il punto centrale della sua azione di governo. Sappia che le piccole imprese sono il cuore del nostro territorio, hanno creato e creano sviluppo, progresso e occupazione vera, sono un contrasto serio e forte ai richiami della criminalità organizzata. Se a questo cuore viene impedito di battere le mafie avranno vinto.
Fiduciosi nella sua attenzione

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