Punta Braccetto, (in)sicurezza percepita…

Venditore e acquirente si incontrano in strada. Dalle 20 in poi è un via vai di giovani. Con uno scambio di denaro e di informazioni.

Lo spaccio avviene dinanzi agli occhi increduli dei commercianti e dei villeggianti. Un vero e proprio market all’aperto dove, nonostante i ripetuti blitz delle forze dell’ordine, tutto sembra essere tornato alla normalità. Il presunto spacciatore – più volte arrestato e rimesso in libertà – lancia la sfida alle Istituzioni e chi, continua, a commentare i suoi post “tanto continuo indisturbato a fare quello che mi pare”.

Una terra di nessuno, Punta Braccetto (la frazione balneare le cui competenze ricadono tra i comuni di Ragusa e Santa Croce Camerina) dove lo Stato non riesce a fare sentire la propria voce e a fare rispettare le regole. Un sistema che va rivisto (con troppi cittadini clandestini “carichi” di decreti di espulsioni) che girano indisturbati.

I residenti e i commercianti, esasperati, temono che il turismo settembrino legato alla presenza di tanti turisti del nord europa all’interno dei campeggi possa essere compromesso. “L’idea che diamo -spiegano – di essere un paese, L’Italia, senza regole. Dove il magistrato di turno (che applica le leggi) rimette in libertà dopo appena 48 ore lo spacciatore di turno. Chiediamo un controllo capillare del territorio”.

Punta Braccetto deve tornare ad essere la capitale del sud est del turismo invernale. Spacciatori, ovviamente, permettendo.

 

Marcello Digrandi

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