23 Novembre 2020

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In Italia cambiano i rapporti tra genitori e gigli. La quinta rivoluzione.

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Vittoria. 29/06/2020
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RICERCA IN ITALIA

Rivoluzione nelle relazioni tra genitori e figli preadolescenti ed adolescenti in Italia. Complice il lockdown i padri e le madri si sarebbero miracolosamente riappriopriati del ruolo di primi agenti educativi dei ragazzi. Questi ultimi avrebbero maturato un diverso approccio alla vita di casa, si sono ricostruiti il tempo libero e, cosa assai più importante, si sarebbero abituati ad usare con responsabilità e maggiore consapevolezza le tecnologie. Dopo le rivoluzioni di Copernico, Freud , Darwin e di Turing, un’altra importante rivoluzione, la quinta dei tempi moderni, starebbe profondamente modificando il nucleo fondante della nostra società, la famiglia. Una rivoluzione di stampo pedagogico ed educativo, con al centro i rapporti tra genitori e figli. E’ questo ciò che viene fuori dai risultati della mia ricerca dal titolo “La famiglia al tempo del Coronavirus”, che come primo step ha toccato la Sicilia , dove il responso finale stato simile a quanto sopra, per poi coinvolgere le famiglie di Lombardia, Veneto, Trentino, Toscana, Piemonte, Toscana, Lazio, Umbria, Campania, Sardegna, Marche, Emilia. Io e Giovanni Macca, esperto in statistica, abbiamo contattato e raggiunto circa 2500 genitori con figli in età compresa tra i 10 ed i 18 anni. Con due obbiettivi di fondo: intercettare il cambiamento in seno ai rapporti tra genitori e figli durante l’emergenza sanitaria e comprendere se e come fosse mutato il rapporto tra i nativi digitali, il tempo libero e le tecnologie. La survey si è avvalsa di un semplice questionario whatsapp i cui risultati sono automaticamente confluiti su Google moduli. Un gran lavoro reso possibile dalla collaborazione di svariate centinaia di dirigenti scolastici, docenti, insegnanti, gruppi, associazioni, enti. Il 73% dei genitori italiani ha rivelato che stare più tempo stretto contatto di gomito coi figli gli è stato utile per riappriopriarsi del ruolo di primi agenti educativi in casa. Il 76% circa del campione ha sfruttato la quarantena per conoscere meglio i ragazzi, avviare o riavviare le relazioni con loro. Forse s’intravvedono i titoli di coda per la cosiddetta società “orizzontale”, di cui parla lo psicanalista Luigi Zoja, cioè la vita precedente il Coronavirus, dove con i genitori assenti i ragazzi avevano preso ad “imparare” dai coetanei. Strada spianata, o quasi, al ritorno della società verticale, quella più tradizionale, dove si apprende dal padre e dagli adulti competenti. Una cosa è certa: i risultati della nostra ricerca ci dicono che non sono stati pochi i genitori abili e preparati nello sfruttare al meglio l’opportunità di cambiamento suggerita dal lockdown.
E lo stesso hanno fatto i ragazzi, che si sono sforzati di migliorare la vita a casa. Ora partecipano alle faccende domestiche, si producono in piccoli lavori che impegnano creatività e fantasia. Lo conferma quasi il 53% delle famiglie italiane. Una rivoluzione nella rivoluzione. Come il loro approccio con le tecnologie. Almeno per il periodo di quarantena, i preadolescenti e gli adolescenti italiani hanno cominciato ad utilizzare con responsabilità e consapevolezza le varie tecnologie. Grazie alla didattica a distanza i ragazzi si sono approcciati al digitale con attività diverse dal guardare video o giocare al videogame. Hanno imparato a svolgere ricerche su Internet, sono diventati più abili e saggi. Finalmente sono emerse responsabilità e consapevolezza. Lo sostiene il 72,48% dei genitori della Penisola, secondo cui i giovani starebbero avendo un diverso approccio anche con i social. Non basta. Per i genitori italiani i figli avrebbero maturato anche un uso del tempo libero assai diverso, e più positivo, rispetto al passato, come rivela l’83,49% del nostro campione. Ovviamente non sono mancate le criticità. Ha preso parte alla ricerca solo il 27,52% dei padri a fronte di un più che eloquente 72,48% delle mamme. Un nuovo segnale, l’ennesimo, che conferma la crisi forse irreversibile del ruolo di padre oggi, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Come l’aumento dei bullismi tra i giovani e la assoluta carenza dei principi di responsabilità e di giustizia palesata dai giovani della movida a fine lockdown. Altro segnale preoccupante è la partecipazione alla ricerca di solo il 4,19 dei genitori con figli di 10 anni. Bambini lasciati soli, preda dell’ansia, abbandonati. Un fatto grave se è vero, come è vero, che sono stati loro, i più piccoli, i soggetti alle prese con i maggiori disturbi accusati sia durante l’emergenza che dopo. Comunque vada il cambiamento in famiglia sarebbe scattato. Sapremo presto se i nuovi atteggiamenti di genitori e figli verranno confermati anche adesso, ad emergenza finita, e si procederà versa la stabilizzazione definitiva nei rapporti in famiglia, oppure se tutto questo si sarà fermato allo stadio della contemplazione per poi essere cancellato nella fase della ricaduta, con la ripresa dei comportamenti conflittuali a casa. Dr. Giuseppe Raffa, pedagogista, coordinatore ambulatorio antibullismi Asp Ragusa
cellulare: 336883923 Mail: g.raffa14@gmail.com

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