9 Dicembre 2021

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Quotidiano on-line

Incontro con l’autore Giuseppe Mistretta al Centro di Aggregazione Culturale

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Giorno 22 ottobre, alle ore 18.30, al Centro di Aggregazione Culturale, dopo il fermo,  c’è stato il primo appuntamento “Incontro con l’autore”.

Erano presenti il Direttore Amedeo Fusco, lo scrittore Giuseppe Mistretta, la curatrice Maria Antonietta Vitale, la dicitrice Laura Leone, la pianista Silvana Di Dio, con la partecipazione di Ruben Bonsangue. Ha introdotto il Direttore Amedeo Fusco che ha informato il pubblico presente sul programma artistico – culturale dei prossimi mesi. Quindi ha letto dei versi tratti dal romanzo storico Cetaria. Ha preso la parola Maria Antonietta Vitale che ha illustrato e commentato l’opera di Giuseppe Mistretta. Cetaria è un romanzo storico sulla tonnara di Scopello del poeta, scrittore e drammaturgo ennese Giuseppe Mistretta. Il pirata Charles Vane arriva nel borgo della tonnara di Cetaria con il suo vascello Ranger e si nasconde, inseguito dalle marine francesi, inglesi e spagnole, per sfuggire alla caccia del galeone Poseidon di Giorgio I, comandato dal colonnello William Rhett. Dal 13 aprile 1717 si sviluppa una storia di avventure, scontri navali che tengono viva l’attenzione del lettore. In questo contesto s’inserisce una storia d’amore tra il pirata Charles Vane e la bellissima Margherita Casalino, figlia dei rais di Scopello don Vito Casalino. Persona autorevole dirigeva le attività della tonnara con competenza, gestiva i rapporti con la comunità dei pescatori e con i pirati che a Cetaria si rifugiavano per nascondersi e, nello stesso tempo, per rifornirsi dei viveri per la navigazione. Il romanzo ricostruisce usi, costumi e la vita dei primi anni del 18° secolo in cui era diffusa la tratta degli schiavi bianche e neri, di cui si macchiarono il popolo nord africano e gli stati marinari europei. Il tema della pirateria è presente nel romanzo improntato a violenze, rapine e razzie di esseri umani. Il romanzo tra storia, pirateria, amore è corredate da tavole artistiche, da versi poetici e da un lieto fine all’insegna della libertà e dell’amore tra due giovani. L’autore è legato alla storia e alla cultura siciliana ed ha una profonda conoscenza del territorio da Palermo a Trapani, il cui centro è Castellammare del Golfo e Scopello. Si evince una buona conoscenza geografica, storica, filologica e bibliografica. Il romanzo non è solo storico, ma sociale e introspettivo. Charles Vane, il pirata protagonista della storia, non è il corsaro crudele avvezzo a violenze e insensibile, ha un animo gentile capace di amare, emozionare, ma, a volte, è anche debole. Laura Leone legge la riflessione di Charles Vane sulla natura umana (pag. 197). Ne è una testimonianza “l’Invocazione alla musa” (pag. 331). Si rivolge alla dea fortuna affinchè sia clemente nei suoi confronti e lo protegga dall’avversità imminente. L’invocazione è una prassi in letteratura che nasce in tempi molto antichi. Tale riferimento presente in Cetaria dà un’importanza epico – mitica all’opera. La fortuna è umanisticamente intesa come sorte favorevole. Da Fors “caso” che può rivelarsi propizio o sciagurato, Fatum “destino”, legge ineluttabile dettata dalla volontà divina, Tychè in greco. Non bisognava resistere alla sorte, ma neppure accettare il destino: bisognava vigilare. Il famoso filosofo Cartesio scriverà: “Nulla è in nostro potere, tranne i nostri pensieri”. La Sicilia è una terra dove la natura sprofonda nel mito e il mito convive con la storia e con la memoria. (Fatalismo pagano pag. 244). Cetaria è anche un romanzo realistico che ci riporta al verismo di Giovanni Verga. È presente con la descrizione di fatti e vicende reali; a ciò si aggiungono i dialoghi in dialetto che mettono in risalto il modo di vivere della Sicilia del ‘700. Osservazione, obiettività, descrizione e distacco caratterizzano il romanzo. Micheluzzu (pag. 230) ne è l’emblema e la realizzazione. Cresciuto “senza patri” viveva libero e privo di regole ma, diversamente dagli altri, non rubava ai vecchi, non raggirava i deboli, non derubava gli ubriachi. Nonostante le varie sofferenze e vicissitudini, riusciva a mostrarsi buono e generoso d’animo. Possiamo considerarlo “un vinto”; anche se sopraffatto dalle sventure lotta, cerca di sopravvivere e di non cedere alle intemperie della vita. Rosso Malpelo e Jeli il pastore, novelle del Verga, sono un riferimento incisivo e preciso. Lo stile del romanzo è chiaro, autentico, coerente e sincero. Un brano inerente al tema proposta dalla curatrice è stato letto da Amedeo Fusco. Durante la serata ci sono stati intermezzi musicali al pianoforte eseguiti dalla pianista

Silvana Di Dio. Quindi è intervenuto lo scrittore Giuseppe Mistretta che ha attirato l’attenzione del pubblico coinvolgendolo in un dialogo costruttivo. Ha mostrato la sua vena poetica leggendo dei versi attraverso i quali il poeta – scrittore coglie le varie forme della Sicilia che spesso sfuggono agli occhi di chi vi abita. Luci ed ombre, comico e tragico, canto e disincanto: la Sicilia è metafora del mondo.

A conclusione della serata il giovane Baritenore Ruben Bonsangue, accompagnato dalla pianista, ha intonato un brano della tradizione siciliana. La scrittura sia poetica, sia prosaica salvifica, è chiarificatrice delle proprie emozioni, consolatoria e rigenerativa. Sono previsti altri due appuntamenti letterari con Giuseppe Dimartino e Roberta Cafiso.

 

Maria Antonietta Vitale  (Per conto del Centro di Aggregazione Culturale)

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