13 Ottobre 2020

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Lettera aperta ai signori Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

3 min read

Domenica 23 agosto 2020
Pubblichiamo integralmente una lettera aperta del magistrato vittoriese Dott. Bruno Giordano. Ne condividiamo forma e contenuti.

Corre voce (invero non smentita finora dal vostro gruppo o da altra fonte istituzionale) che la Regione Siciliana avrebbe contribuito con la somma di 600.000 euro alla vostra produzione del film Devotion, per la regia di Giuseppe Tornatore, proiettato in questi giorni in alcune piazze di città siciliane.
Non so a chi sia destinata tale produzione, non esprimo alcuna osservazione sulla legittimità, opportunità ed etica di siffatto atto amministrativo. Lo farà chi di competenza nelle sedi preposte.
Non credo nemmeno che sia così generoso sia per le casse regionali (abituate a erogazioni milionarie) sia per il vostro gruppo (dal bilancio ancora più milionario); credo invece che sia ingeneroso per i siciliani.
Le ragioni sono evidenti ma su una vorrei soffermarmi: l’idea in sé di chiedere, ottenere, dare denaro pubblico il cui importo non sposta molto al bilancio della Regione e al vostro gruppo che in Sicilia, però, non ha nemmeno la sede legale, mi pare nessun centro di produzione e forse pochissimi dipendenti di qualche negozio.
I siciliani si chiedono perché?
Sento già il raccomandato di turno (esperto di comunicazione istituzionale) che ci spiegherà del ritorno di immagine sicily nel mondo, che quasi tutti i film ricevono sovvenzioni pubbliche, di luoghi comuni come coppole e carretti etc etc., a cui i siciliani meno rassegnati risponderanno con ulteriore insofferenza e ironia.

Il 23 novembre 2018 vi siete pubblicamente presentati davanti alle telecamere per scusarvi “con i cinesi di tutto il mondo” per una vostra pubblicità ritenuta offensiva della “cultura cinese”, il cui mercato ovviamente (e comprensibilmente) vi sta a cuore.
Ma si sa, la Sicilia non è la Cina, e Voi lo sapete bene. E di eventuali scuse non ce ne facciamo nulla. Una famiglia siciliana non può recarsi facilmente in uno dei vostri negozi per acquisti che richiederebbero una spesa equivalente al bilancio di una famiglia media siciliana di un anno. E però dalla cultura siciliana (e ne siamo tutti stupidamente orgogliosi) prendete per le vostre creazioni i colori, le tinte, le figure, le facce, e finanche le foto di Giuseppe Leone. Stilizzati diventano marchio mondiale.
Ma questa cultura e soprattutto i talenti che – come il sig. Dolce e lo stesso Tornatore sanno bene – hanno lasciato la Sicilia per cercare un lavoro e quelli che invece questo non vogliono o possono fare, non riceveranno nulla dei nostri (ora vostri) 600.000 euro.
Provate allora a immaginare – proprio Voi cui non manca la fantasia – come aiutare i giovani siciliani con quella somma.
Voi che avete dimostrato di saper moltiplicare fatturato, dipendenti, sedi in tutto il mondo, provate a fare una divisione, 600.000 : 60 = 10.000 euro per 60 borse di studio per 60 giovani siciliani di talento, artisti, designers, artigiani, sarti, stilisti, per dare loro una possibilità.
Una possibilità, non chiedono altro.
Restituite (non alla Regione, per carità ma) a 60 giovani la possibilità di realizzare un’idea di arte cui Voi stessi attingete a piene mani.
Un principio di responsabilità sociale vuole che ciò che fa bene alla società fa bene all’impresa. Parafrasando: ciò che fa bene o male alla società siciliana fa bene o male all’impresa Dolce e Gabbana.
Distinti saluti
Bruno Giordano

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