26 Novembre 2021

ITALREPORT

Quotidiano on-line

L’IMPEGNO DEL DiProSiLaC PER LA TUTELA DEL LATTE MUNTO IN SICILIA

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E’ stata una riunione tanto intensa quanto concreta, quella tenuta dal Comitato Direttivo regionale del Distretto Produttivo Siciliano Lattiero Caseario, convocato e presieduto, in video conferenza, da Enzo Cavallo. Difronte alle sempre maggiori difficoltà incontrate dagli allevatori siciliani (per gli effetti dell’anomalo andamento dei prezzi, al ribasso quello del latte alla stalla ed in continuo aumento quello dei mangimi acquistati; dell’inarrestabile aumento dei costi di produzione; e per il condizionamento determinato dalla concorrenza delle cagliate importate) ed alla necessità di rendere trasparenti e corretti i rapporti fra i diversi imprenditori della filiera, il Distretto, in coerenza con il proprio “patto di sviluppo”, dopo aver definito la proposta per la introduzione in Sicilia della misura per il benessere animale, ha deciso di concentrare la massima attenzione e la propria attività sul progetto-programma mirato alla difesa ed alla valorizzazione del latte siciliano. A tal fine è stato deciso di avviare, sin da subito, le procedure per la certificazione del latte crudo, sia vaccino che ovicaprino, e relativi derivati aventi le caratteristiche ed i requisiti previsti dai disciplinari di produzione, già approvati ed ufficializzati, per poter utilizzare il marchio Qualità Sicura (QS). In tal senso in sintonia col Corfilac e d’intesa col Corfilcarni è pronto un piano per l’attuazione del percorso già individuato per la certificazione che attesta l’origine siciliana del prodotto nell’interesse dei produttori dell’isola e a garanzia dei consumatori cui si offre la possibilità e la certezza di conoscere l’origine dei relativi alimenti. Per ulteriormente perseguire l’obbiettivo di tutelare i prodotti lattiero-caseari siciliani il Direttivo del Diprosilac ha elaborato una proposta di legge per l’introduzione di una norma che preveda il monitoraggio di tutto il latte prodotto e trasformato in Sicilia e ciò non solo per poter contare su dati certi, indispensabili per meglio inquadrare e governare la filiera, ma anche per conoscere la reale destinazione del “latte munto in Sicilia” e la tracciabilità, attraverso il marchio QS, dei latticini e dei formaggi prodotti nell’ambito regionale. Al fine di favorire l’avvio dell’iter parlamentare per giungere alla approvazione della legge, il Distretto ha deciso di avanzare la richiesta di audizione da parte della terza commissione, attività produttive, dell’assemblea regionale siciliana. Una occasione per presentare la proposta ed anche per affrontare in maniera organica, le problematiche riguardanti la vita ed il ruolo del Confilac nei confronti del quale oltre ai finanziamenti necessari per il pagamento degli stipendi al personale, che nessuno mette in discussione, occorre prevedere le risorse per il mantenimento della struttura, per fronteggiare i costi di gestione e soprattutto per garantire i servizi alla filiera ed al mondo della produzione in particolare.

 

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