26 Novembre 2020

ITALREPORT

Quotidiano on-line

Loretta Martinez

4 min read

Vocal Coach di successo

 

Intervista

Vocal Coach” è un termine che si è ampiamente diffuso in Italia in questi ultimi anni, anche per merito delle numerose trasmissioni televisive a sfondo musicale (dette anche Talent Show):

1) per avere una definizione più dettagliata, potresti spiegarci professionalmente chi è il vocal coach ?

  • Il vocal coach è colui che aiuta un artista da una parte a mantenere allenato il suo strumento vocale, dall’altra a valutare e suggerire le scelte stilistiche migliori così da rispettare l’individualità e le particolarità del suo cantato.

Possiamo comunque pensare o affermare che la musica ed il canto sono prima di tutto una forma di  “ comunicazione “ e di “ espressione “:

2) la maggior parte dell’attenzione, sia da parte del cantante che del pubblico, viene rivolta  all ’ interpretazione di una brano musicale ?

  • Il fine ultimo del cantante è comunicare qualcosa: sia esso un messaggio o un emozione l’obiettivo dell’artista è di creare un dialogo con il suo pubblico e attraverso le sue canzoni parlargli di ciò che vuole. E’ quindi corretto che l’attenzione sia concentrata sull’interpretazione. Tutto il resto, lo studio della tecnica vocale, del linguaggio musicale e degli stili sono utili a raggiungere tale obiettivo. Quindi non significa che questi elementi non siano fondamentali, anzi. Se non sono capace tecnicamente di fare qualcosa sarò proprio penalizzato a livello interpretativo perché non riuscendo a farla non esprimerò quello che voglio.

La musica commerciale è un prodotto creato per far soldi, se vogliamo tutta l’arte , al di là dell’intento dell’artista, viene creata per essere fruita da più persone e pertanto, case discografiche, produttori e manager, hanno l’interesse di creare un business intorno al prodotto dell’ingegno artistico:

 3)ma l’arte , nel nostro caso la musica , non  è emozione che dovrebbe emozionare ?

  • Io credo si possa conciliare l’esigenza artistica con quella più commerciale. Far soldi non dovrebbe necessariamente significare che l’arte può essere accantonata o messa in secondo piano. Bisogna sempre partire dalla propria arte e sperare che il pubblico riesca a percepirne la creazione e la condivida. Alla fine lui decreta cosa funziona e cosa no soprattutto a livello commerciale, nessun altro. I manager dovrebbero solo avere il coraggio di osare di più e dare il beneficio del dubbio anche a quelle proposte che non rientrano nelle solite già decretate come di successo. Se non si fa così la musica diventa la copia della copia di quello che già funzione e l’arte muore prima di iniziare. Questo è un grosso rischio della musica pop che dobbiamo assolutamente cercare di evitare. Tanto ormai i mezzi alternativi per far conoscere le novità abbondano in rete e non.

Abbiamo già  premesso l’esistenza di numerosi format a sfondo musicale denominati Talent Show, in altre parole dei   “sistema”  simili tra loro e con la particolarità di Star Accademy che, con fatica,  dovrebbe emergere:

4) in qualità di ex insegnante della trasmissione “ Amici “  la tua partecipazione è stata vissuta come una esperienza positiva, negativa oppure entrambe ?   

  • Per me Amici è stato il diavolo e l’acqua santa contemporaneamente. Da un parte ho capito quanto sia molto più brava ad insegnare nella mia aula rispetto che convincere come personaggio televisivo. Dall’altra ho imparato tantissime cose sullo show business che mi hanno arricchito tantissimo come vocal coach e mi hanno migliorato molto nel mio aiutare l’artista. Tornassi indietro lo rifarei divertendomi sicuramente di più di quanto abbia fatto.

Indipendentemente dalla qualità dei giudici e dalla qualità di quelli che cantano, il talent Show è un’immagine antica del mondo della musica e contestualmente un sistema per  star che devono  “esplodere” :

5) Cosa ne pensi del “ sistema e  come ti sei opposta al sistema, se mai  ti sei opposta, quali sono i pro e i contro,  didatticamente e artisticamente parlando di questo genere di format condizionati comunque da un sistema ? 

  • Io non mi sono mai opposta ai talent, li trovo un ottimo veicolo per farsi conoscere sia per l’immediatezza che per la trasversalità. Credo che come ogni cosa dipende tanto da come si utilizza. L’artista qui gioca un ruolo importantissimo perché deve riuscire ad usare il talent e non farsi usare. Non deve cadere nella trappola mediatica ma saperla usare a suo favore. Anche da qui si vede l’intelligenza di un artista che oltre al talento deve avere una buona capacità di gestire la sua carriera o almeno essere così furbo da circondarsi di chi lo faccia per lui. Adoro la musica è la mia vita…non riesco a pensarmi senza. Sono lunatica e irascibile e amo quei pochi momenti di solitudine che ogni tanto riesco a ritagliarmi. Sono innamorata di tutto. Della mia famiglia, dei miei allievi dei “ miei” insegnanti, dei miei amici del jazz, dell’arte. Ho fatto e ho visto tanti ma non riesco proprio a fermarmi…”

 È il caso di dire  una Loretta Martinez in un continuo movimento in  “divenire”  e che ama osare:

6)professionalmente, didatticamente, artisticamente come hai osato, la tua esperienza cosa ha sviluppato e in quale direzione è riuscita a condurti ?

  • Guarda, io sono un’irrequieta per natura. Non riesco a sentirmi mai soddisfatta di quello che faccio e delle cose che conquisto. Questo mi ha fatto vivere esperienze così diverse tra loro che a raccontarle sembrerebbe uno scherzo: sono passata dal jazz nei club d’elitè a cantare la dance nelle piazze a fare la corista nelle trasmissioni televisive a registrare le voci dei cartoni animati a fare l’attrice cantante nel musical. In realtà, questo ha fatto sì che io abbia sviluppato tanti punti di vista e questo mi aiuta tanto quando mi trovo davanti un nuovo talento da aiutare. Ognuno è un mondo nuovo che bisogna per prima cosa rispettare, saper attendere e mai giudicare. Ho i miei gusti ma spesso, quasi sempre me li tengo per me.

Si ringrazia Loretta Martinez per  la  gentile concessione 

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