A rischio continuità assistenziale per attività prestata da personale servizio sanitario nazionale. Padua illustra emendamento presentato da gruppo PD

Roma, 12 novembre 2015 – “Uno dei punti fondamentali segnalati dalla commissione Sanità del Senato nel parere formulato sulla legge di stabilità 2016 riguarda il personale tutto del Servizio sanitario nazionale”. Lo dice la senatrice Venera Padua, componente della stessa commissione, precisando che il 25 novembre entrano in vigore le norme che recepiscono la direttiva europea in materia di orario di lavoro, turni e riposi. “Un tema ben noto a tutti gli operatori e anche alle Regioni – dice la Padua – che ne stanno sollecitando la proroga perché potrebbe creare problemi di continuità di assistenza nei servizi più delicati, come ad esempio i servizi di emergenza-urgenza, le rianimazioni, le unità coronariche e i servizi neonatali. La norma ha un fine ben preciso e assolutamente condivisibile: tutelare gli operatori e i pazienti. È noto infatti che un professionista in servizio da un certo numero di ore e senza un congruo riposo offre meno garanzie di sicurezza e qualità del proprio operato”. La senatrice richiama il parere condiviso da tutto il gruppo Pd e chiarisce: “Le difficoltà applicative nascono dal fatto che i numerosi vincoli posti alla spesa per il personale dipendente (bloccata a quella del 2004 ridotta dell’1,4%) rendono in molte regioni, e tra queste anche la Sicilia, impossibile dare attuazione alla direttiva europea senza ricorrere almeno alla copertura del turn over e alla sostituzione delle lunghe assenze, come quelle per maternità e infermità. Il gruppo Pd della commissione Sanità ha presentato al riguardo un emendamento che consente di derogare da questi vincoli qualora tutte le altre misure di riallocazione del personale e di riorganizzazione delle strutture non siano sufficienti. Un secondo emendamento sempre a firma di tutto il gruppo Pd vuole evitare l’impoverimento dei fondi accessori contrattuali destinati anche a remunerare straordinari, guardie e reperibilità del personale sanitario. Infine un terzo emendamento, condiviso da tutto il gruppo, propone che sia possibile assumere personale, in deroga a tutti i vincoli di spesa, per superare esternalizzazioni di servizi sanitari qualora sia possibile certificare risparmi di spesa attraverso la riassunzione del personale necessario per garantire direttamente il servizio. Un’attenzione al capitale umano delle professioni sanitarie alle quali vanno riconosciute competenze e responsabilità, avendo retto in questi anni un significativo risanamento della finanza pubblica”.

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