Acate. Acqua della diga del Ragoleto. Una considerazione dell’ex presidente del consiglio comunale, Paolo Ravalli.

Redazione Due, Acate (Rg), 28 ottobre 2015.- Ma di cosa stiamo parlando? Da ex-consigliere comunale e da cittadino acatese (ancora per un pò) vorrei dire la mia circa la questione dell’acqua del Ragoleto. Da oltre 30 anni gli amministratori di Acate hanno cercato di ottenerla e se questo obiettivo è stato raggiunto, onore al merito di questa Amministrazione e del Sindaco che la rappresenta. Certo il fatto che oggi quest’acqua destinata al petrolchimico di Gela per decreto oggi con la chiusura dell’impianto si sia resa libera ha giocato a favore di chi chiedeva l’uso di questo prezioso bene. Detto questo consiglierei di smetterla con le polemiche e di lavorare affinchè l’acqua non ritorni agli usi per cui è stata realizzata la condotta. Ritengo infatti che l’impianto di Gela in qualche modo riprenderà una produzione e a questo punto l’acqua potrà ritornare appetibile all’industria. I nostri politici, anche i simpatici 5stelle, non devono sostituirsi alle istituzioni , ma chiedere ed ottenere. Penso infatti che la legge è chiara: prima di immettere acqua nelle condotte DEVE essere effettuata una analisi chimica e batteriologica dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’ASP, solo dopo l’acqua potrà essere utilizzata per uso potabile. Qualsiasi gruppo politico non effettua campionamento (peraltro deve essere fatto seguendo specifiche regole), ma nessuna istituzione pubblica può fare un manifesto che tutti abbiamo letto dicendo che abbiamo acqua potabile… in altri tempi da prima repubblica l’assessore sarebbe stato cacciato o avrebbe dato le dimissioni… ma oggi il nuovo corso non prevede questa possibilità. A questo punto invito tutti a lavorare per far funzionare un potabilizzatore che non mi risulta abbiamo come Comune, Forse abbiamo un impianto di decalcificazione comprato dalla passata amministrazione (che non ha mai funzionato) ma non so se abbiamo un impianto che possa potabilizzare l’acqua del Ragoleto, il costo non è elevato e penso proprio che sarebbe la prima cosa da fare. Un consiglio agli amministratori: piuttosto che cercare lontano , basterebbe chiedere al Servizio di igiene degli alimenti dell’ASP a Ragusa che sicuramente darà le giuste informazioni. In ultimo all’Amico Franco vorrei ricordare che avere l’acqua potabile o un impianto di smaltimento delle acque a norma, non riduce il rischio da tumori, che peraltro non mi pare sia più alto ad Acate rispetto agli altri comuni limitrofi.
P.S. il partito Comunista di Acate già negli anni ottanta chiedeva l’utilizzo dell’acqua del Ragoleto per usi potabili, ma allora i Democristiani che guidavano l’Amministrazione sostenevano (giustamente !) che l’acqua del Ragoleto era inquinata da scarichi di Licodia e forse Vizzini… a quei tempi il Sindaco era Franco Raffo e il Segretario Politico della DC era l’ex Sindaco Giovanni Caruso.
Cordialmente
Paolo Ravalli

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