Acate. “Cartesio (5) e la Follia della Maggioranza-Opposizione” (2° parte). Nota del Sindaco di Acate, professore Francesco Raffo.

Redazione Due, Acate (Rg) 15 febbraio 2016.- “Acate è il Comune più ricco d’Italia e aiuta ogni anno (con 1.600.000 Euro) i Comuni in difficoltà”. La Giunta, dunque, il 6/11/12 ripropone le aliquote minime per pareggiare il Bilancio. Il 13/11/ 2012  in Consiglio Monello contesta al Sindaco il fatto di avere presentato “non la proposta politico-amministrativa del Sindaco bensì quella degli uffici”. Pertanto “ritiene sia stato investito (invertito?) l’ordine delle competenze”. Cosa è successo, si chiede, “sul breve volgere di meno di un mese? Assumetevi la responsabilità in nome di presunti equilibri di bilancio”. E per “protesta” lui e i suoi abbandonano la seduta. Anche il giorno dopo (14/12/2012)  il consiglio è “deserto”. I Revisori dei Conti rimarcano che ci vogliono 525.000 Euro per garantire l’equilibrio di bilancio ed evitare la Bancarotta. Si arriva al consiglio del 12/12/2912:  Monello ribadisce le posizioni dei precedenti Consigli; Leone, allora, lo accusa di ”creare volutamente un buco di Bilancio e chiede di inviare gli Atti alla Procura della Corte dei Conti…”. Il Sindaco ammonisce che sarà colpa dell’opposizione la “futura dichiarazione di dissesto.. il mancato pagamento degli stipendi e l’aumento al massimo delle tasse per i cittadini”. Dunque, tutti sapevano di portare il Comune in Bancarotta, di dover aumentare in futuro “al massimo le tasse”, di condannarci a pagare per anni una montagna di Euro allo Stato e ai Comuni in difficoltà. Anche se, a onor del vero, gli Amministratori, questa volta, invitavano a deporre le armi e a pensare al vero bene dei Cittadini. Follia nella follia! Perché? Perché il Comune è presentato al Ministero delle Finanze come un Ente virtuoso, con Bilanci in positivo, talmente ricco da poter deliberare una aliquota delle tasse del 50% del minimo previsto dalla Legge. Con quali conseguenze? Il Ministero, preso atto della  “ricchezza” del Comune, taglia tutti i trasferimenti (€. 800 mila l’anno). Ma non è finita. Ci mette fuori dal Fondo di Solidarietà Comunale e, per il principio di Sussidiarietà (Acate ricco deve aiutare i Comuni poveri), ci condanna a “regalare” ogni anno ai Comuni (poveri) quasi un Milione di Euro. Cioè, u poveru nenti avia e limuosina facìa! Che GENI! Dopo quella scellerata decisione, il Ministero si è preso (dic. 2014) 3 Milioni di Euro per gli anni 2013 e 2014 e  un Milione nel 2015 (per aiutare i poveri!). Cosa accadrà nel 2016? Inoltre si è scoperto un altro disavanzo (debiti) di 5 Milioni di Euro, che dobbiamo pagare in 30 anni (230 Milioni l’anno). Dove sono gli sciacalli di ieri e di oggi che ululano? Sapientemente informati (da qualcuno/a ben informato/a!), sguazzano nel fango della loro miseria culturale e morale. (Nella terza parte: il Dissesto finanziario, da tutti negato (29/12/2012).

Franco Raffo-Sindaco di Acate

 

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