Acate. “Il caso Depuratore e la cultura del non fare, sulla pelle dei Cittadini”.Nota del sindaco Francesco Raffo. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg) 20 marzo 2016.- Premessa: Il Depuratore di Acate, da decenni gestito da ditte private, non funziona: ridotto in stato “comatoso”, da tempo inquina il fiume e fa strage di animali, devasta l’ambiente e la campagna, contribuisce alla crescita dei Tumori; e ogni anno si spende un mare di soldi per gestione, manutenzione e salate multe dell’ARPA. Gli  antefatti. Consapevoli di tutto ciò, nel gennaio del 2014 abbiamo dato mandato all’Ufficio Tecnico di provvedere alla soluzione del problema. Durante i lavori, precisamente il 31 luglio 2014, improvvisamente (!!!) il Depuratore viene posto sotto sequestro. L’Arpa e la Procura ci dettano i nuovi interventi da eseguire. Nonostante le scarse finanze, provvediamo a realizzare quanto richiesto. Ma tutto risulta vano. Sono necessari interventi molto più consistenti. Tentiamo di reperire finanziamenti statali e regionali. Niente da fare! Ci dicono che hanno la precedenza i Comuni siciliani che non hanno ancora un Depuratore (circa 250/400). Perviene nel frattempo, da parte di una ditta (“proponente”), il 4 marzo 2015 una proposta (non un progetto) di “ammodernamento, messa in sicurezza e  perfetta efficienza” dell’impianto di Depurazione. La proposta viene ritenuta congrua e idonea dall’Ufficio tecnico, che l’approva ai sensi della Legge 163/2006.  La Giunta la dichiara di pubblico interesse. Seguono per un anno incontri e discussioni con le opposizioni per decidere il da farsi. Il Consiglio finalmente, lunedi 14 marzo 2016, è chiamato a inserire la proposta nel Programma triennale delle Opere Pubbliche, per indire un Bando pubblico per l’individuazione della Ditta aggiudicataria, non necessariamente il proponente. Per noi si tratta di una scelta rivoluzionaria. Perché? Perché ci risolve in pochi mesi il problema ma, soprattutto (e qui sta il radicale cambiamento), perché consente all’Amministrazione di imporre le proprie condizioni. Cosa impone l’Amministrazione?

  • la perfetta funzionalità del Depuratore, a salvaguardia della Salute dei Cittadini, del Fiume e dell’Ambiente
  • costi inferiori per i prossimi 20 anni rispetto a quanto il Comune  annualmente incassa e spende per il Depuratore.
  • Nessun aumento di tasse per i cittadini
  • Nessuna responsabilità amministrativa per il comune (cioè le multe)
  • Tutte le responsabilità penali a carico dell’aggiudicatario
  • Canone di gestione fisso per 20 anni, quindi nessuna possibilità di richiesta di aumenti

Le opposizioni bocciano la proposta e propongono un’altra via:

  • un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti
  • redazione del Progetto del Depuratore
  • Bando di gara per l’appalto dei lavori (cosa scontata)
  • Gestione in “house” (in inglese, in italiano, a gestione diretta del Comune): con quali tecnici e personale specializzato non si sa!

Considerazioni finali: trionfa, come al solito, la politica delle opposizioni qualunquiste e distruttive, inconcludente, del non fare…per scaricare poi tutte le colpe sugli Amministratori.

Una sola certezza: tutto è rinviato a data da destinarsi. I tempi dei Mutui sono lunghi, sempre che il Comune ancora possa chiedere Mutui di milioni di Euro; non si sa chi deve fare il progetto e quanto costa questa progettazione, tenuto conto della specificità; inoltre, quali condizioni e quanti soldi ci imporranno le imprese? Perché saranno le Ditte ad imporre le loro condizioni. Conclusioni… amare: l’impianto di Depurazione, da decenni in agonia, è ancora lì e non aspetta i furbetti con i loro giochetti su Facebook su chi è “il più bello e ribelle del reame”; il nostro Fiume è lì, ormai in totale agonia e senza alcuna speranza, e lì sono in agonia anche gli animali, la campagna e la natura;  al contrario del Tumore che continua a mietere vittime, anche col contributo del Depuratore inquinante. E aumentano anche le nostre angosce. Tutto questo non importa a loro. C’è forse qualcosa di più eccitante nella loro nobile mente, un progetto accarezzato da tempo, cioè le manette per il Sindaco. Non ci sono riusciti finora, nemmeno con la buffonata del Conto Consuntivo, con la pagliacciata della Sfiducia, con il “pappagallo” dell’acqua della Diga. Pensano (perché ogni tanto pensano!): “Vuoi vedere che lo fottiamo col Depuratore per attentato alla Salute Pubblica e Ambientale”? Forse? Non tanto. Intanto a noi e a voi, cari Concittadini, ci rimane l’amaro in bocca di avere perso una grande battaglia contro i Tumori e per la difesa della Salute e  dell’Ambiente! E aspettiamo i “saggi” consigli dei 5 grilletti e dei 3 tradi-sa-fossi “creativi”. Il Popolo giudicherà.

L’Amministrazione Comunale

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