Acate, Comitato Cittadino degli Stati Generali: interrogazione di iniziativa popolare sulla situazione degli edifici scolastici. Riceviamo e pubblichiamo.

Acate (Rg) 10 aprile 2015.- È consapevolezza comune che lo sviluppo delle moderne società parte dall’istruzione delle nuove generazioni, quindi il fondamento generale di una moderna società è la scuola. Naturalmente Acate non può fare eccezione, pertanto anche nella nostra città tale principio non può essere disatteso, di contro abbiamo assistito in silenzio per un periodo ormai troppo lungo, ad una incomprensibile ed intollerabile azione intrapresa dal sindaco, pertanto bisogna intervenire in merito, spiegando prima meglio i fatti. Nella nostra città gli edifici scolastici presenti sono: 1. Il plesso Alessandro Volta da sempre adibito a scuola media; 2. Il plesso Capitano Puglisi da sempre adibito a scuola primaria e scuola infanzia; 3. Il plesso De Amicis da sempre adibito a scuola dell’infanzia; 4. Il plesso Carlo Addario (ex plesso Neghelli) da sempre adibito a scuola primaria. Tutti questi edifici, fino a prima del ridimensionamento scolastico, erano suddivisi ed utilizzati da due Dirigenze Scolastiche il Circolo Didattico Capitano Puglisi con Preside il Prof. Sebastiano Lima e l’Istituto Comprensivo Alessandro Volta con Preside il Prof. Franco Raffo. Dopo il ridimensionamento scolastico, queste due dirigenze sono state fuse sotto un’unica dirigenza denominata Istituto Comprensivo “Capitano Puglisi” con un unico Preside il Prof. Franco Raffo. A settembre 2014 con l’inizio del nuovo anno scolastico i genitori degli alunni di Acate hanno trovato la novità che le sezioni di scuola dell’infanzia prima ubicate nel plesso De Amicis di via Angirillo sono state spostate all’interno dell’edificio, a suo tempo costruito come asilo nido, adiacente alla scuola media Alessandro Volta. Questa nuova precaria ed incomprensibile ubicazione ha determinato due importanti gravi condizioni: 1. I nuovi locali destinati alla scuola dell’infanzia non sono né idonei né tantomeno sufficienti al regolare svolgimento delle attività didattiche; 2. Abbiamo un edificio scolastico, Il plesso De Amicis, inutilizzato senza un apparente motivo. Tale situazione è palesemente strana ed anomala, infatti non è comprensibile che un Preside (Franco Raffo) si vede privato di un edificio scolastico senza che ne chieda conto e ragione all’ente comune, proprietario degli edifici scolastici, nella persona del suo sindaco (Franco Raffo). Il rischio che si corre è, che non essendoci locali sufficienti, l’Ufficio Scolastico Provinciale (ex provveditorato) potrebbe decidere di ridurre l’organico insegnanti da destinare ad Acate con la conseguente chiusura di alcune classi di scuola materna. È notizia quasi ufficiale che ciò sta già accadendo. Ci sono giunte indiscrezioni che avendo il sindaco Franco Raffo tolto al preside Franco Raffo i locali della scuola materna De Amicis, il sindaco-preside Raffo è stato costretto a comunicare all’USP (ex Provveditorato) della mancanza di locali, non avendo più dove ospitare, una o più sezioni di scuola materna. Questa maldestra operazione causerà la perdita in termini occupazionali di n° 4 docenti, n° 2 collaboratori scolastici (bidelli), n° 1 assistente amministrativo. Tale notizia se confermata sarebbe un grave danno per la nostra collettività, specialmente per le famiglie con bambini di età compresa tra 3 e 5 anni. Pertanto si chiede: · al Sindaco Franco Raffo, di voler spiegare i motivi della chiusura dei locali del plesso De Amicis, causando l’impossibilità ad utilizzarli come aule di scuola materna, e di volere specificare anche quale sarà la destinazione d’uso di tali locali; · al Dirigente Scolastico Franco Raffo di spiegare come mai si è fatto sottrarre i locali della scuola De Amicis senza denunciare tale sopruso subito, in danno della popolazione scolastica; · al presidente del consiglio ed a tutti i consiglieri di verificare tale situazione e se lo riterranno opportuno convocare un consiglio urgente, straordinario ed aperto alla presenza dei sindacati della scuola al fine di approvare un ordine del giorno da inviare al Dirigente dell’USP (ex Provveditore) per bloccare in tempo il grave danno che ne subirebbe la nostra collettività.

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