Acate. Comitato cittadino per gli Stati Generali: “Il ruggito del coniglio”. Riceviamo e pubblichiamo

Acate (Rg), 7 aprile 2015.- Rispettosi delle festività pasquali abbiamo atteso prima di rispondere all’ultimo delirante documento del sindaco Raffo e di Uniamo Acate. Ormai preda del delirio hanno scambiato la fantasia con la realtà. Il primo cittadino, novello don Chisciotte della Mancia, combatte la sua personale battaglia contro i mulini a vento, suoi fantomatici nemici. Insieme alle sue fidate truppe di scudieri dispensa offese e minacce a tutti. Parafrasando Cervantes, don Franco di Biscari inneggia alla sua moralità e dileggia i precedenti amministratori. Tanto per fare chiarezza non ci risulta che i suoi predecessori siano stati oggetto di interesse della magistratura ordinaria per la propria attività amministrativa, altrettanto non può affermare l’attuale sindaco. Ci accusa di cercare lo scontro fisico. Delirio assoluto. Gli ricordiamo che un esponente degli stati generali è stato oggetto di minacce in pubblico, alla presenza anche dell’attuale presidente del consiglio, da parte di uno dei suoi scudieri. Ci dice che siamo incapaci di confrontarsi, niente di più falso. Lo abbiamo invitato più volte ed ha sempre rifiutato, fissi la data ed il luogo e noi ci saremo. Recita a memoria il ritornello del comune in dissesto e poi trova un milione di euro per gli espropri. Ha ragione quando dice di non aver preso “ancora una sola Lira”: in effetti, caro sindaco, la lira è ormai fuori corso la moneta attuale è l’euro. Dicono  di essere gli unici amministratori a non percepire indennità. Presuntuoso ed anche falso. Nella precedente amministrazione altri avevano rinunciato all’indennità di carica, senza peraltro strombazzarlo ai quattro venti. Controlli  e troverà gli atti. Ma del resto era anche l’unica amministrazione ad aver fatto l’ARO, peccato che ne erano stati approvati già centinaia. Bugie su bugie. Ma il punto più basso, caro sindaco, l’ha toccato nell’ultimo consiglio comunale quando dopo aver perso “scecchi e capistri” ha inveito contro una consigliera di opposizione il tutto sotto l’occhio impietoso della telecamera. Due notazioni: si  ricordi che in consiglio lei è un ospite e non il padrone di casa. Si preoccupi di più dei figuranti seduti nei banchi della sua maggioranza, che, appena sorge qualche piccola difficoltà, chiedono la sospensione della seduta per farsi dirigere dai veri consiglieri, mariti e padri, seduti in mezzo al pubblico. Lei ed il suo cerchio magico, di bossiana memoria, avete superato ogni decenza, rendetevene conto. La invitiamo a leggere e far leggere ai suoi don Chisciotte della Mancia, il capolavoro di Cervantes, sembra  quasi una autobiografia: la vostra.

 

 

Print Friendly, PDF & Email